SIMON SCARROW e T.J. ANDREWS.
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LA BATTAGLIA DELLA MORTE.
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Ciclo: I CONQUISTATORI 1.
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Titolo originale: Invader: Death Beach. 2014.
Traduzione di: Elena Papaleo.
2014. Newton Compton Editori, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Tutti i personaggi di questo racconto sono immaginari e qualunque analogia con persone reali, esistenti o esistite,  puramente casuale.
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LORGANIZZAZIONE DELLESERCITO ROMANO IN BRITANNIA, 44 D.C.
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Come ogni altra legione romana, i combattenti della Seconda legione erano annoverati fra i migliori soldati dellantichit. Molto qualificati, ben equipaggiati e disciplinati, erano sottoposti a un duro regime di addestramento meglio definito come battaglia senza spargimento di sangue. Ma da loro ci si aspettava ben altro: che fossero in grado di allestire fortini e castra, costruire strade e ponti, cos come adempiere a una cospicua variet di doveri in tempo di pace nelle province
conquistate. Spesso trascorrendo anni agli infidi confini dellimpero, il legionario era al contempo soldato, ingegnere e amministratore locale. Uno dei motivi del successo delle legioni sul campo di battaglia era la loro struttura efficiente.
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Ogni legione disponeva allincirca di cinquemilacinquecento fanti. Lunit militare di base era la centuria di ottanta uomini. Sei centurie costituivano una coorte e dieci coorti formavano una legione; rispetto alle altre, la Prima coorte contava il doppio degli effettivi. Il comando di questo impressionante esercito mobile spettava al legato, un aristocratico inevitabilmente al vertice della scena politica di Roma che, a sua volta, disponeva di sei tribuni e un tribuno militare, tutti provenienti da ambienti privilegiati. Seguivano poi i centurioni: la spina dorsale della legione, ufficiali risoluti messi al comando di ogni centuria. Sotto ogni centurione, il suo vice comandante: loptio.
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CAPITOLO UNO.
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Calleva, 44 d.C.
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Una gelida folata attravers il padiglione del quartier generale, quando il nuovo legato della
Seconda legione varc a passo svelto lingresso.
Attenti!, tuon il prefetto dellaccampamento agli ufficiali seduti allinterno. Ecco il
legato. Gli ufficiali si zittirono e balzarono in piedi allistante restando sullattenti, mentre il legato gli
marciava davanti. Lucio Eliano Celere annu al prefetto. Laria frizzante della notte gli aveva
intorpidito mani e faccia. Era arrivato solo di recente da Roma per assumere il comando della legione e
le condizioni penose dellisola lo avevano quasi scioccato. Ogni giorno che passava si ritrovava ad
agognare il delizioso calore della sua terra natia, la Campania. Superato il senso di freddo, Celere si
avvicin a una mappa su cartapecora, fissata a una cornice di legno davanti alla fila degli ufficiali
radunati. Un giovane tribuno angusticlavio avanz di un passo dal lato della mappa e gli porse
unasticella di legno. Celere lanci unocchiata al prefetto e drizz le spalle.
Grazie, Quinto Silano. Il prefetto annu. Voltandosi verso di ufficiali, Celere gli parl con
voce melliflua da aristocratico. Riposo, signori.
Mentre gli uomini riuniti si sedevano, nella tenda incombeva un silenzio inquietante. Persino al
pallido bagliore delle lampade a olio Celere not lansia impressa sui loro volti. Non era trascorso
neppure un mese da quando la Seconda legione, sotto la guida del suo predecessore Vespasiano, aveva
sconfitto Carataco, re dei Catuvellauni e capo di quelle trib locali che avevano scelto di resistere agli
invasori romani. Dopo una lunga e sanguinosa campagna, alla fine Vespasiano aveva sbaragliato
lesercito di Carataco in una violenta battaglia campale. La vittoria per era costata cara: la Seconda
legione aveva subito gravi perdite e Carataco era fuggito. La stagione delle campagne militari era
giunta al termine, linverno era alle porte e i soldati avrebbero trascorso i pochi mesi successivi
imbottigliati nel forte legionario fino a primavera. Celere si schiar la gola.
 una notte fredda, signori, perci sar breve, dichiar. Nelle ultime settimane abbiamo
ricevuto numerosi resoconti di attacchi alle nostre postazioni a sud. Le pattuglie in ricognizione sono
cadute in unimboscata, i fortini rasi al suolo e i depositi delle forniture navali saccheggiati. E non si 9
tratta di occasionali assalti di fortuna ma di una vera campagna di attacchi coordinati. La
situazione  cos grave che, per quanto ne so, al momento i mercanti greci si rifiutano persino di
condurre affari fuori dai nostri accampamenti legionari. Questultima costatazione caus un riso
soffocato tra i presenti. Celere tacque e accenn un sorriso prima di continuare. So che alcuni di noi
hanno sperato che la sconfitta di Carataco portasse la pace in questo paese arretrato, eppure dopo la sua
fuga sembra che i nostri nemici abbiano ritrovato coraggio. I Durotrigi si sono impegnati a raddoppiare
la resistenza al nostro inevitabile dominio. Il mio illustre predecessore, Vespasiano, pu aver
conquistato questo territorio, ma non  riuscito a domarlo  un errore che intendo correggere.
Celere si volt verso la mappa raffigurante la vasta area della Britannia del sud, in teoria sotto il
controllo dei Romani, che si estendeva a est dalla base navale di Rutupiae lungo tutto il corso del fiume
Tamesis passando per Calleva fino ai margini della regione montuosa a ovest. Celere annu, guardando la mappa.
Le nostre fonti di spionaggio rivelano che gli attacchi sono opera dei guerrieri durotrigi attivi
dallisola di Vectis. Con lasticella indic unisola cuneiforme situata poche miglia a sud dalla
terraferma. La scorsa estate durante la campagna lampo di Vespasiano sul loro territorio, un numero
consistente di nemici  riuscito a fuggire dalle fortezze di collina. Nella fretta di avanzare a ovest,
tuttavia, Vespasiano si  dimenticato di tornare indietro e occuparsi di quella plebaglia, consentendogli
dunque di ritirarsi con successo a Vectis.
Celere si volt di nuovo verso gli ufficiali stringendo lasticella cos forte che le sue nocche sbiancarono. Prosegu.
Dalla loro base a Vectis, onda dopo onda, il nemico  stato in grado di lanciare attacchi sulla
terraferma ritirandosi sullisola prima che le nostre truppe fossero davvero pronte al contrattacco.
Signori,  di vitale importanza conquistare quellisola una volta per tutte e impedire che i Durotrigi
continuino a usarla come base per attaccare la nostra catena di approvvigionamenti lungo la costa. Di
conseguenza, domani allalba la Quinta, la Sesta, la Settima e la Nona coorte marceranno fino al porto
navale a ovest di Noviomagus Regnorum. Mentre noi parliamo, una dozzina di galee e navi sussidiarie
della flotta britannica sta gi salpando verso il porto da Rutupiae. Una volta arrivati, ci imbarcheremo,
caricheremo le scorte e faremo rotta per Vectis.
Alla prospettiva di combattere di nuovo, nonostante il freddo pungente dei 10
mesi invernali ormai prossimi, tra gli uomini si lev qualche mormorio. Molti ufficiali si
scambiarono occhiate diffidenti. Un gruppetto nelle file posteriori bofonchi qualcosa. Celere rimase
impassibile, poi sollev una mano per richiamare in fretta il silenzio.
Grazie al cielo, la Fortuna splende su di noi. Nelle ultime settimane, le nostre venti guide
locali stanno raccogliendo in segreto notizie sul nemico sullisola di Vectis. Hanno riferito che i
Durotrigi non hanno fortificazioni difensive degne di questo nome. Celere ridacchi sotto i baffi. In
verit, stanno cercando di costruire una fortezza di collina prima dellinverno. Se agiamo ora, possiamo
prendere il fortino prima che i Durotrigi abbiano lopportunit di completarlo, sgominare i nemici e
tornare allaccampamento prima dellarrivo delle tempeste. Osserv gli uomini con un sorriso
compiaciuto. Il vantaggio  dalla nostra. Siamo pi forti in termini numerici.
Il nemico non avr scampo. Inoltre, una flotta di navi in avanscoperta si  posizionata lungo la
costa bloccandogli le forniture dai loro sostenitori sulla terraferma. A queste condizioni, la caduta di
Vectis sar una passeggiata.
Certo, non mancheranno sacche di resistenza da stroncare. Ma una volta piegate, inizieremo a
spartirci il bottino.
Lumore si sollev in fretta solo accennando al guadagno delle spoglie di guerra. Ogni ufficiale,
Celere lo sapeva, era pronto a ricevere una somma ragguardevole grazie ai nativi catturati, che
sarebbero stati imbarcati alla volta della Gallia e venduti come schiavi, per non parlare poi del bottino
delle armi riccamente decorate e dei gioielli accumulati dallaristocrazia locale.
Sbarcheremo qua, con lasticella indic un lembo di terra sulla costa est dellisola. Il nemico
non si aspetter un attacco da est. In base ai miei ordini, gli esploratori hanno divulgato informazioni
false ai Durotrigi: credono che ci avvicineremo dalla via pi ovvia: da nord. Spost lasticella fino al
centro dellisola, a uninsenatura che si allungava verso la costa nord. La parte est di Vectis sar per lo
pi indifesa, tranne forse per qualche presenza di poco conto.
Celere colse una smorfia nella fila anteriore. Luomo aveva occhi azzurro intenso, un naso
aquilino e indossava un mantello importante. Tribuno Palino?
Sissignore. Luomo sollev lo sguardo e sbatt le palpebre.
Sarai a capo della Quinta coorte. I tuoi uomini sbarcheranno per primi e metteranno al sicuro
la spiaggia prima dellarrivo della truppa principale.
Pensi di riuscirci?.
Pieno dorgoglio Palino gonfi il petto e rispose: Sissignore, conta su di me. Non ti deluder.
Bene. Celere gli regal un lieve sorriso prima di guardare il resto degli uomini. Orbene,
domande?
Un centurione dal fondo alz la mano. Era un uomo basso e pallido, con ricci scuri e senza le
cicatrici di molti dei suoi commilitoni. Celere losserv con freddezza.
Prego. Centurione Ocella, giusto?
Sissignore. Ocella inizi con cautela: Quante milizie affronteremo?
Secondo gli esploratori, al massimo diverse centinaia, rispose Celere con noncuranza per non
rovinare il buonumore della folla. Una ragione in pi per muoversi adesso, prima di dargli il tempo di
trincerarsi e aumentare di numero. Certo, preferirei attaccare con pi uomini ma, come ben sapete,
dopo il recente scontro con Carataco la legione  alla stregua delle forze.
Alcune delle vostre stesse unit hanno subito ingenti perdite. Saranno rimpiazzate dalle riserve
arrivate di recente da Gesoriacum. Il legato pieg la testa in direzione del prefetto. Silano sta
sovrintendendo al loro addestramento e mi assicura che gli uomini sono pronti alla battaglia. Vero,
Silano?
Sissignore. Pronti, ora e per sempre, replic il prefetto con prudenza.
Daccordo. Celere annu di colpo, poi restitu lasticella allattendente e drizz le spalle.
Signori, se nella prossima campagna primaverile vogliamo progredire con lavanzata, la conquista di
Vectis  di vitale importanza. Il generale Plauzio ci ha ordinato di conquistare il territorio oltre i
Durotrigi.
Alcune trib di quella regione lontana hanno gi inviato dei messi a Calleva per sollecitare la
pace. Il legato sorrise. Sembra proprio che la nostra strategia di guerra totale contro i Durotrigi abbia
scosso i loro vicini. Il che  un bene, giacch limperatore  molto impaziente che questa terra
selvaggia sia pacificata e cominci a pagare tributo. Allimprovviso indur lo sguardo.
Tuttavia non potremo avanzare a ovest fintanto che la nostra catena di supporto sulle retrovie
rester esposta alle incursioni. Altre domande?.
Si guard intorno nel padiglione. Nessuno rispose e Celere annu soddisfatto. Bene. Poi fece
un cenno allufficiale seduto al centro della fila anteriore vicino al tribuno Palino. Tutti gli occhi si
voltarono verso un uomo corpulento, quasi sovrappeso, con una carnagione scura che tradiva le sue
radici dellItalia meridionale.
In mia assenza, lanziano tribuno laticlavio Aulo Vitellio assumer il comando del resto della
Seconda legione, disse Celere. Alcuni di voi lo conoscono gi dagli inizi dellinvasione. Di recente 
tornato da Roma per unirsi alla Seconda. Il prefetto Silano lo sta riaggiornando sulla situazione.
Vitellio rivolse un garbato sorriso al legato. E io non vedo lora di adempiere ai miei doveri,
signore, replic con voce ferma, prima di voltarsi verso gli ufficiali e fissarli con sguardo glaciale.
Roma ha i suoi pregi. Ma devo ammettere che  un piacere tornare tra veri commilitoni.
Sulle labbra di Celere apparve un sorriso forzato. Sono convinto che nel frattempo il comando
del tribuno Vitellio sar eccellente.
Un breve cenno del capo a Silano, poi il legato si diresse verso luscita del padiglione. Gli
ufficiali si alzarono in simultanea e scattarono sullattenti, mentre il legato usciva a passo deciso dalla
tenda. Vitellio e gli attendenti del legato seguirono dappresso. Una volta che Celere e il suo entourage
ebbero lasciato il quartier generale, Silano ordin agli ufficiali di rompere le righe ricordandogli in tono
aspro di raccogliere gli ordini scritti dai segretari del legato prima di tornare alle loro unit e dare
istruzioni ai proprio uomini.
Gli ufficiali uscirono in fila dal padiglione e si ritrovarono nel gelo della sera. Bench non fosse
ancora inverno, il tempo stava peggiorando: un severo annuncio dei lunghi e duri mesi a venire. Mentre
i militari si sparpagliavano verso le loro caserme, il centurione Ocella sbuff con rabbia.
Magnifico, borbott al suo optio, assolutamente magnifico.
Cosa, signore?.
Ocella si ferm sorpreso e guard di traverso il suo nuovo subalterno. Era un uomo dal fisico
imponente, spalle larghe con muscoli forti e tesi che quasi minacciavano di scoppiare sotto la tunica, e
una cicatrice rosea sopra locchio destro. Ocella ritenne che con quei capelli arruffati e quelle guance
dalla barba corta e ispida aveva semplicemente le sembianze di un bravo soldato qualunque. Eppure era
diventato un optio, seppur mediocre. Era un disastro con le scartoffie quotidiane e i compiti
amministrativi che spettavano a un ufficiale subalterno. Chi lo aveva promosso a quella carica doveva
essere davvero disperato, sentenzi Ocella, o completamente pazzo. E ora lui non poteva sbarazzarsi di
quelluomo imponente proveniente dalla Gallia. Il suo ultimo optio era morto per linfezione di una
ferita alla gamba riportata nella battaglia contro lesercito di Carataco e il legato aveva preso linsolita
decisione di affibbiargli quell optio, impedendo al centurione lusuale promozione di grado di uno dei
suoi uomini. Un fatto che aumentava il suo sdegno nei confronti delluomo che aveva di fronte.
Tu a cosa diavolo pensi, Figulo?, ribatt Ocella in tono seccato, opponendosi al vento
impetuoso. A questa missione. Attraversare il mare con questo tempo schifoso, sar un bel rischio. E
per cosa? Per affrontare un gruppetto di patetici sbandati su una qualche isola sperduta. Imprec sottovoce, poi distolse lo
sguardo. E nel frattempo la Quattordicesima e la Nona legione avranno un assaggio della vera azione
a nord-ovest. Guard di sfuggita il suo vice comandante. E scommetto che ci saranno anche altre
spoglie di guerra.
Orazio Figulo si mostr perplesso. Malgrado le parole forti del suo ufficiale in comando, l
optio percep un barlume di paura nello sguardo del centurione ed era evidente che gli tremava la voce
nel parlare. Figulo era stato abbastanza a lungo soldato a Roma per riconoscere Ocella come un soldato
di forma, un tipo di ufficiale che preferiva le ispezioni dellequipaggiamento e le serate a bere, giocare
dazzardo e andare a puttane piuttosto che fare il vero soldato sul campo di battaglia. E come con tutti i
comandanti del genere, Figulo intu che Ocella era spinto dal bisogno di dare prova del proprio valore
davanti ai suoi commilitoni, a qualunque costo.
Figulo si strinse nelle spalle. Immagino che avremo cose ben peggiori di cui preoccuparci
rispetto alla grandezza del bottino, signore.
Ah s?, Ocella sollev un sopracciglio. Cosa intendi?.
Figulo si gratt la barba. I guerrieri durotrigi sono i pi accaniti di tutta la Britannia, signore.
Se a Vectis ce ne sono molti accampati, non cederanno senza prima combattere. Con o senza una
fortezza di collina.
E da quando in qua sei diventato un esperto di Durotrigi?. Prima che Figulo potesse replicare,
Ocella si accarezz il mento e aggiunse: Forse essere mezzo gallo ti fa immedesimare in quei
selvaggi.
A quellinsulto Figulo si inalber ma tenne a freno la rabbia. Bench suo padre avesse prestato
servizio nella coorte ausiliaria abbastanza a lungo da guadagnarsi la cittadinanza romana, crescendo
suo figlio a fare altrettanto, Figulo andava piuttosto fiero delle sue radici galliche. Aveva trascorso
linfanzia nella citt di Lutetia, nella sua Gallia natia, come nipote di un eduo degno di nota, prima di
arruolarsi nella Seconda legione allet di diciotto anni. Se qualcuno nella legione lo accusava di
tradimento, Figulo era pronto a replicare che si considerava pi romano della maggior parte dei
Romani.
Ma sebbene la sua devozione ai commilitoni fosse fuori discussione, sapeva che la verit era
leggermente pi torpida. In fondo al cuore avvertiva la sua ascendenza gallica e manteneva viva la
memoria delle sue radici imparando la lingua locale, che era simile al gallico. Nelle ultime settimane a
Calleva, aveva imparato a parlare in maniera fluente il dialetto del posto. Alcuni dei soldati semplici lo
stuzzicavano e lo canzonavano in modo benevolo per i suoi antenati galli; Ocella preferiva lanciargli
stoccate mal celate. Figulo rifiutava di abboccare allesca e rispondeva in maniera educata.
Non solo, signore. Ci ho lottato contro, la scorsa estate, con Vespasiano. Li abbiamo costretti a
lasciare le fortezze di collina, una dopo laltra. Hanno condotto unaccanita resistenza, te lo assicuro.
Persino le donne e i bambini.
Avrebbero preferito morire piuttosto che arrendersi.
Davvero? Hai sentito le istruzioni del legato: la fortezza di collina  incompiuta, il loro
rifornimenti sono stati interrotti e non si aspetteranno un attacco da est. Cosa mai potrebbe andare
storto?.
Nessuna risposta. Figulo guard verso il perimetro difensivo del fortino di legno. Al di l si
estendeva la citt di Calleva, una massa disordinata di tetti di paglia che spuntavano oltre il bastione di
terra. La Seconda legione era tornata al forte vicino Calleva solo dopo la recente campagna militare,
eppure la citt aveva gi iniziato a seguire le usanze romane: erano state tracciate nuove strade
intersecate ad angolo retto, secondo lo stile romano; erano stati aperti numerose taverne e postriboli per
gli affari; e alcuni aristocratici locali si vestivano persino alla romana. Agli occhi di Figulo, il ritmo del
cambiamento in quella parte della provincia era incalzante.
Eppure, provava una certa ansia. Si volt a guardare Ocella. Spero di poterti dare ragione,
signore. Ma credimi, la conquista di Vectis sar molto pi dura di quanto pensi.
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CAPITOLO DUE.
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Isola di Vectis, cinque giorni dopo.
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Un grido lacerante squarci laria quando una freccia sfior Figulo, conficcandosi nella gola di
un soldato vicino. Luomo sobbalz e reclin il capo indietro, il sangue gli zampill fuori dalla bocca
quando cadde nellacqua con un tonfo.
Schieratevi sulla spiaggia!, sbrait Ocella ai suoi uomini mentre raggiungeva la linea di costa
davanti a Figulo. Schieratevi, per la miseria!.
I soldati saltarono gi dai fianchi delle galee, con lacqua gelida che gli avvolgeva il corpo,
ritrovandosi subito sotto lattacco degli arcieri appostati sulle scogliere di gesso ai lati della stretta
spiaggia. Uno pioggia di frecce piomb sui soldati con un costante sibilo mortale. Alcuni furono colpiti
appena toccata lacqua e i loro corpi trafitti colarono a picco, con le aste delle frecce che gli sporgevano
dal collo e dal tronco. Altri tentarono di comprimersi le ferite mentre avanzavano a stento nellacqua
bassa rosso sangue per raggiungere la riva.
Figulo pass a guado vicino a morti e moribondi, con i muscoli del collo tesi dalla rabbia. Lo
sbarco era stato un disastro. Allalba dodici galee erano partite dalla base navale di Noviomagus dirette
verso la costa est di Vectis, con i ponti gremiti di soldati. Le quattro galee in testa si erano incagliate in
un banco di sabbia a poca distanza dalla linea costiera, costringendo gli uomini a bordo a saltare gi dai
ponti e passare per quellacqua gelida che gli arrivava fino al collo. Il resto della flotta tardava al largo,
mentre i trierarchi ordinavano alle navi di dirigere la rotta attorno ai vascelli arenati. Figulo lanci
unocchiata alle sue spalle e vide i soldati accalcati sui ponti delle galee, costretti a guardare i
commilitoni che annaspavano verso riva.
Davanti a s, invece, i superstiti della Sesta centuria cercavano di raggiungere la spiaggia,
radunandosi intorno a Ocella. Una pioggia metallica crepitava con un frastuono ritmico sugli elmi degli
uomini appesantiti da armature, spade corte e scudi. Le tuniche di lana erano fradice e si aggiungevano
al peso. Mentre Figulo avanzava nellacqua bassa sent qualcosa di freddo sfiorargli la gamba robusta.
Abbass lo sguardo e vide le membra di un pallido corpo sotto la superficie. Dal petto gli sporgevano
diverse frecce, aveva gli occhi spalancati e unespressione che celava una tacita agonia. Con lo scudo scost di lato il soldato morto e si affrett verso riva, schivando
frecce, mentre gli scarponi chiodati avanzavano facendo cic ciac sulla sabbia bagnata.
Sulla spiaggia trov una scena orripilante: ovunque guardasse cerano soldati contorti a terra,
mentre lo sciabordio delle onde lavava via i rivoli di sangue dalla sabbia umida. Uomini mutilati
venivano trafitti da altre frecce mentre avanzavano facendosi largo a fatica verso i loro compagni pi
avanti sulla spiaggia. Bloccati dai dardi che piovevano dalle scogliere, i superstiti della prima ondata di
sbarco non erano stati in grado di disporsi in formazione e costituire uno scudo efficace per le truppe
appena sbarcate, subito abbattute in massa dagli arcieri nemici. Un manipolo di soldati era riuscito a
schierarsi sulla spiaggia a mezzaluna. Mentre le frecce si conficcavano con un rumore sordo nella
sabbia attorno a lui, l optio avvert una collera amara affliggergli il cuore. Ancora una volta,
unaccozzaglia di militari britanni era riuscita a infliggere terribile perdite al nemico romano.
Quass!, grid Ocella a Figulo, mentre la centuria si disponeva in una sorta di cerchio,
sollevando gli scudi sulla testa per proteggersi dalle frecce che cadevano a dirotto dalle scogliere.
Datti una mossa, optio Figulo!.
Mentre il vice comandante continuava a correre, laria si riemp di un sibilo furioso, simile al
vento, e una serie di frecce saett nel cielo cupo, grandinando sugli uomini isolati della Quinta coorte,
sollevando un coro di grida di dolore. Una freccia si conficc nel braccio di un uomo di fronte a Figulo.
Il legionario moll la presa dello scudo e, mentre crollava in ginocchio disperato, port la mano alla
punta acuminata che gli sporgeva dalla carne. Il gallo si par la testa con lo scudo. Sent un clangore
fragile, quando un proiettile batt contro la borchia del suo scudo. Inciampando su un cadavere steso,
Figulo perse lequilibrio e cadde a terra, finendo in una pozza di sangue rosso vivo vicina al corpo di un
altro soldato ferito. Lacrime salate gli colarono dagli occhi, quando si alz in tutta fretta per continuare
lavanzata. Guard alle sue spalle proprio nel momento in cui uno sciame di frecce si conficc nella
sabbia pochi passi dietro di lui.
Nellistante successivo Figulo si schier accanto al suo centurione, con il cuore in gola. Ocella
gli lanci unocchiata di rimprovero.
Perch diamine chai messo tanto?, gli chiese in tono seccato.
Scusa, signore, grugn Figulo. Mi era caduto lamuleto. Notando lespressione perplessa
del centurione, l optio apr il pugno sinistro per mostrargli un medaglione dargento raffigurante la dea
Fortuna. Lho quasi perso nella risacca.
Per un po Ocella rimase senza parole. E ti sei quasi fatto uccidere per questo?. Scosse la
testa disgustato. Maledetto gallo Lasciamo perdere!
Non c tempo. Siamo nella merda. Quegli arcieri ci hanno bloccati e la coorte  nel caos pi
totale. La maggior parte delle nostre navi  rimasta al largo. Solo la Quinta  riuscita ad approdare,
assieme allo squadrone di cavalleria, e non ci sar alcun supporto dalle navi da guerra finch non
aggireranno quella maledetta secca.
Figulo guard il mare nella direzione indicata da Ocella. Un ammasso di nuvole scure
incombeva sulle galee incagliate fra gli spuntoni di roccia.
Dietro di loro molte altre navi dondolavano avanti e indietro fra i flutti del mare. Fra quelle navi
individu un vascello pi grande, un quinquereme, con un lungo stendardo viola che sventolava
allalbero maestro. Era la nave del legato.
Torn dal centurione e si schiar la gola nervoso. Dio solo sa quando Celere e il resto dei nostri
compagni riuscir a sbarcare.
Una resistenza di poco conto, borbott sottovoce Ocella. Ecco cosa aveva promesso il
legato. Che cacchio di resistenza simbolica  mai questa?.
Indic gli arcieri ammucchiati sulle scogliere.
Mentre scrutava la spiaggia, Figulo strinse limpugnatura dello scudo.
E dove diavolo  il tribuno Palino?, sbrait Ocella. Dovrebbe essere lui il capo qui!.
L, signore, grid un soldato a destra di Figulo. Palino ha portato la cavalleria su per quella
via. Indic lovest. La dolce pendenza della spiaggia portava in cima a un terrapieno di ghiaia al di l
del quale si ergeva una falesia. Un serie di piccole gole fiancheggiate da alberi costituivano una sorta di
punto di fuga naturale dalla spiaggia, essa stessa delimitata su entrambi i lati da scogli prominenti. La
battigia incideva la costa come una tacca intagliata su una tavoletta di legno.
Ocella sbuff dalle narici dilatate. Il solito maledetto Palino, che si pavoneggia. Quellidiota si
crede il nuovo Cesare.
In quel momento laria esplose in una scarica di tonfi sordi e acuti sferragliamenti, quando una
raffica di giavellotti prese il posto della tempesta di frecce. Un grido acuto risuon per laria umida
quando un giavellotto perfor la cotta di maglia di un soldato, trafiggendone le carni. Un altro soldato
della fila pi esterna dello schieramento grid di dolore, quando un giavellotto and a sbattere contro lo
stivale proprio oltre il suo scudo. Il sangue color allistante la sabbia intorno al suo piede. Il soldato
moll lo scudo e si pieg per premersi la ferita. Una manciata di frecce caddero con suono metallico sui ciottoli; una lo infilz alla nuca e luomo croll con un gemito proprio di
fronte a Figulo.
Mettetevi al riparo!, url Ocella ai suoi uomini. AL RIPARO!.
Gli uomini si accovacciarono sotto agli scudi mentre i proiettili continuavano a piombare dal
cielo, schiantandosi sul bordo degli scudi come giganti chicchi di grandine su tetti di tegole. Poi Figulo
sent un altro ronzio: alla raffica di giavellotti si erano uniti anche i frombolieri, i cui colpi sferzavano
gli scudi e gli elmi dei Romani con un tintinnio assordante. Le urla a seguire segnalavano che un
giavellotto aveva perforato uno scudo infilzando il suo obiettivo, o che un pallino di piombo aveva
fracassato le ossa di un soldato. Tuttavia gli scudi garantirono ai soldati unefficace difesa contro
quellondata convulsa di proiettili. Figulo sent vibrare il suo scudo e ud il brusco schianto del legno,
trafitto da un giavellotto celtico la cui punta si ferm a pochissima distanza dalla sua faccia. Digrign i
denti e i muscoli dellavambraccio e del bicipite erano indolenziti a furia di tenere lo scudo sollevato
sulla testa. Era madido di sudore nonostante il freddo, come se lo stress fisico e mentale della battaglia
iniziasse a chiedere il conto.
Tenete duro!, li incit Ocella. Non continueranno a lungo!.
Difatti nellistante successivo la fiumana di frecce si arrest allimprovviso e sulla spiaggia cal
il silenzio. Rimasero solo il sibilo incessante della risacca e le grida daiuto degli uomini feriti. Figulo
sbirci oltre il bordo metallico dello scudo verso la cima della scogliera a nord osservando gli arcieri
indietreggiare.
Forse Palino li ha messi in fuga, disse Ocella fra s e s. Quello sciocco a caccia di onori si
prender tutti i meriti, come al solito.
Figulo borbott qualcosa, mentre strappava via il giavellotto dallo scudo.
Peccato, e io che speravo di attaccarci briga.
Forse no, mormor in tono inquietante un legionario.
Figulo lanci unocchiata alluomo che aveva parlato. Aveva una vistosa cicatrice su un lato
della faccia e guance violacee da bevitore. Era stato uno dei primi uomini a presentarsi al gallo dopo il
suo trasferimento qualche giorno prima. Tito Terenzio Rullo era uno dei veterani della Sesta centuria.
Eh?, chiese in tono seccato Ocella. Cosa vorresti dire?.
Con un cenno del capo Rullo indic una gola pi grande che si apriva nella falesia. Subito il
centurione e il suo vice voltarono lo sguardo in quella direzione. Figulo scorse qualcosa muoversi verso
di loro dal limite della vegetazione arborea in cima alla gola. Quando quelloggetto balz fuori dalla
tetra oscurit gi per la parete della falesia, il gallo si rese conto che si trattava di un sorprendente cavallo bianco che galoppava a rotta di collo verso di loro. Poi not
qualcosaltro e avvert una fitta di terrore alla nuca.
Merda!, ringhi. Quello  il cavallo del tribuno Palino, signore.
Il cavallo si avvicin e si impenn ai piedi del pendio. Figulo e gli altri videro che aveva i
fianchi rigati di sangue.
Quei bastardi devono aver messo k.o. Palino, borbott Rullo.
Da qualche parte oltre gli alberi in cima alla falesia risuon un grido di guerra minaccioso. Solo
allora in cima alla gola principale si alline una lunga schiera di figure nerborute, i cui corpi tinti di
guado si intravedevano appena nellombra. Ogni guerriero brandiva una spada lunga percossa pi volte
sullo scudo in segno di sfida. Alcuni Durotrigi intonavano strani canti invocando laiuto degli di nativi
per annientare il nemico giunto dal mare.
Uno degli uomini sollev al cielo la potente lancia e a Figulo si rivolt lo stomaco nel vedere
che in cima era conficcata la testa mozzata del tribuno.
Poi i trombettieri nativi suonarono i corni per chiamare a battaglia le truppe.
Quelle note stridenti sortirono leffetto sperato e provocarono un brivido a Figulo e ai suoi
commilitoni.
Durotrigi, disse Rullo. A quanto pare, alcune centinaia. Devono aver intrappolato Palino e i
suoi uomini quando hanno raggiunto la cima delle scogliere. Poveri diavoli. Si rivolse al gallo.
Sembra che dovrai attaccarci briga davvero, signore.
Figulo strinse le grosse dita attorno allimpugnatura della spada corta e ghign in direzione dei
britanni schierati in vetta alla collina, mentre gridava ai suoi uomini: Se quei bastardi vogliono il
gioco duro, troveranno pane per i loro denti!.
...
.
...
CAPITOLO TRE.
...
.
...
Le selvagge grida di guerra dei Durotrigi cessarono allistante. La quiete prima della tempesta.
Poi i guerrieri si riversarono a frotte gi per la falesia verso la coorte radunata sulla spiaggia,
brulicando tra lerba alta che ricopriva la gola con fitti ciuffi, con i capelli lavati con acqua di calce che
gli ricadevano sulle spalle larghe. Ricacciando indietro la paura, Ocella si volt subito per rivolgersi
alla centuria.
Forza, uomini! Allargatevi e formate una fila! ORA!.
Subito i soldati ruppero la solida formazione difensiva e calarono gli scudi allunisono, mentre
Ocella prendeva posizione in prima linea. Molti dei soldati avevano abbandonato i giavellotti nello
sforzo per raggiungere la riva e Figulo radun nei ranghi posteriori quelli ancora dotati di armi da
lancio, affinch potessero scagliarle sopra le teste dei loro compagni. Dopodich Ocella ordin alla
prima linea di estrarre le loro armi e nello sguainare le spade dai foderi, laria si riemp di un clangore
metallico. Ordini simili furono impartiti dai centurioni su e gi per la spiaggia, mentre gli uomini della
Quinta coorte si preparavano ad affrontare i guerrieri che puntavano con foga verso di loro.
Giavellotti Pronti al lancio!, url Figulo.
Gli uomini nella linea posteriore della centuria sollevarono le loro armi impugnandole
orizzontalmente sopra le spalle.
Lenorme massa scura dei Durotrigi aveva raggiunto i piedi della rupe ormai pronta a sferrare
lattacco sui Romani, a meno di cento passi, attraverso la spiaggia di ciottoli. Il loro schieramento si
allungava in una formazione disgiunta, occupando quasi lintera spiaggia, e da quella distanza Figulo
riusc a scorgere che alcuni indossavano cotte di maglia sopra le tuniche. Le loro barbe incolte
sbucavano da sotto gli elmi e sugli scudi erano dipinti strani simboli. La maggior parte dei nemici era a
torso nudo e un gruppetto non indossava alcunch, segno del loro disprezzo per gli avversari romani.
Alcuni guerrieri erano armati di lance da guerra, bench la maggior parte di loro brandisse le
pesantissime spade lunghe, tanto amate dai Celti.
I Durotrigi avanzavano in massa sulla spiaggia di ciottoli, preceduti da alcuni dei loro uomini in
corsa. In attesa di dare il segnale del lancio dei giavellotti, Figulo osserv quanto rapidamente
diminuisse la distanza tra i Romani e i Britanni, che avanzavano impetuosi. Si doveva attendere il momento ideale: a lanciarli troppo presto, i giavellotti sarebbero caduti prima di colpire
lobiettivo. A lanciarli troppo tardi, i Durotrigi avrebbero raggiunto il loro schieramento, prima ancora
che le punte di ferro avessero colpito nel segno. In quel momento i guerrieri erano cos vicini che
Figulo riusc a vederne gli sguardi selvaggi e le bocche spalancate che lanciavano grida di guerra.
Scagliate i giavellotti!, tuon Ocella.
Gli uomini nella parte posteriore lanciarono in simultanea i loro proiettili verso i Durotrigi. I
giavellotti disegnarono una parabola nel cielo grigio, piombando negli istanti successivi sulla massa di
guerrieri ormai a poca distanza dalla centuria, le lunghe aste di ferro trafissero i loro scudi tondi e rozzi.
La prima linea dei Britanni vacill come se scivolasse sul ghiaccio.
Alcuni crollarono allistante, altri incespicarono, con le mani strette attorno alle aste che gli
spuntavano dal tronco, prima di essere spinti da una parte dalla forza convulsa dei guerrieri infuriati
alle loro spalle. Un britanno nudo strill, quando fu colpito allinguine da una lancia e il sangue gli
schizz su gambe e piedi.
Ma nel momento stesso in cui i Durotrigi feriti caddero, la linea successiva di guerrieri soffiava
gi sul collo degli uomini in prima linea. Ocella sguain la spada in direzione dellorda nemica.
Avanti!, grid.
La Sesta centuria avanz allineata con il resto della coorte, ogni centurione si attenne
rigidamente alle tattiche risultate vincenti per Roma nelle numerose battaglie contro gli avversari
barbari. Lo scontro spada contro spada risuon nellaria mentre le forze antagoniste si incresparono
come onde. I legionari si paravano il tronco con gli scudi e miravano alle gole dei nemici con le spade
corte secondo la tecnica perfezionata durante la battaglia senza spargimento di sangue sui campi di
addestramento. Combattendo spalla a spalla, con gli scudi che formavano una solida parete difensiva
contro il nemico, gli uomini assestavano colpi ai guerrieri selvaggi di fronte a loro con precise stoccate
dritte ai punti del corpo pi vulnerabili: la gola e il petto. Dal canto loro, i Durotrigi tentavano di
brandire le spade lunghe, gesto che per li costringeva ad aprirsi ed esporre i propri corpi ai Romani.
Figulo grid agli uomini della seconda fila di prepararsi con le spade, mentre attendevano il
momento di prendere il posto dei soldati abbattuti di fronte a loro, tamponando in fretta ogni falla
apertasi nella parete di scudi.
Gli uomini cadevano a un ritmo allarmante. Gli assistenti dellufficiale medico correvano su e
gi per la linea, portando i feriti pi gravi a distanza di sicurezza gi nella spiaggia. Coloro che non
potevano essere salvati venivano trascinati da una parte e poi lasciati sulla sabbia a contorcersi dal dolore, gridando i
nomi delle loro madri mentre morivano dissanguati e portandosi le mani alle ferite nel vano tentativo di
arginare il flusso di sangue.
Mentre i legionari si spingevano avanti, qualcuno diede lallarme e una nuova ondata di
proiettili fu scagliata dalla falesia che incombeva sul fianco destro delle linee romane. Si ud un grido
di agonia quando uno degli uomini della centuria di Figulo cadde a terra, trafitto da una freccia alla
coscia.
Ultima fila! Sollevate gli scudi!, rugg Figulo e su entrambe i lati gli uomini alzarono
allistante gli scudi per formare una solida copertura che proteggesse loro e in misura minore anche gli
uomini della prima linea.
Alcuni dei proiettili nemici caddero sui loro stessi guerrieri, che urlarono per le odiose ferite
mentre i compagni si scagliavano con violenza contro il muro degli scudi romani. Sbirciando oltre le
spalle degli uomini di fronte, Figulo vide uno dei Durotrigi con la spada sguainata che si muoveva in
modo lento e pesante attraverso una falla dello schieramento. Fu abbattuto da uno dei suoi stessi
giavellotti prima ancora che potesse attaccar briga con i legionari.
Ocella, che si era ritirato dalla prima linea e si affannava a spingere avanti uomini per
tamponare le falle, si rivolse a Figulo con orrore.
Perch diavolo continuano a spararci? Non vedono che stanno colpendo i loro stessi uomini?.
Figulo sbuff frustrato. Malgrado il rischio di colpire i loro compagni, le frecce e i giavellotti
dei Durotrigi continuavano a ridurre il numero dei romani. Sempre pi varchi iniziavano ad aprirsi
nella prima fila, mentre la formazione cominciava a vacillare. Presto i guerrieri nemici avrebbero spinto
indietro i romani per numero. Lattenzione di Ocella venne attirata da un gruppo sulla falesia.
Ci stanno massacrando, signore. Dobbiamo abbandonare la spiaggia.
Ocella scosse il capo, il sudore gli colava sulla faccia arrossata. I nostri ordini sono chiari.
Dobbiamo mantenere la posizione fino allo sbarco delle altre coorti che verranno a darci manforte.
Ma se non ce ne andiamo, non ci sar pi alcuna posizione da mantenere.
Resteremo qui!, insistette Ocella. Qui!. Si avvicin di un passo al suo vice e aggiunse
sottovoce: Contesta di nuovo la mia autorit e ti sollever dal tuo incarico.
Figulo reag con irritazione. La Sesta centuria era in grave pericolo e il suo ufficiale in
comando, attanagliato dallindecisione e dallansia nel fervore della battaglia, era pi preoccupato di
punire il suo subalterno per quella che considerava una mancanza di rispetto. Ocella si volse altrove con un ghigno.
Nel mentre, il pallino di piombo di una frombola rimbalz sul suo elmo.
Barcollando indietro, a Ocella sfugg un lieve gemito, rote gli occhi allindietro e croll sulla
sabbia. Figulo lanci unocchiata allufficiale svenuto. Sangue rosso vivo gli colava sulla faccia. Un
attendente si chin sul centurione e lo esamin alla svelta prima di rivolgersi a Figulo.
 privo di sensi, disse lattendente.
Figulo esit un istante ma fu Rullo a parlare per primo. Sembra proprio che il comando spetti a
te, optio signore.
Bene, allora. Figulo annu, stringendo limpugnatura dello scudo preparandosi a prendere il
posto in prima linea e a lottare contro i Durotrigi.
In un modo o nellaltro dobbiamo fermare quegli arcieri, disse Rullo accennando col capo
agli uomini feriti dalle frecce stesi sulla ghiaia dietro di loro. Solo allora avremo una possibilit di
sopravvivere.
Figulo esit e i suoi occhi piansero lacrime e sangue. E come?.
Il veterano indic un canale fangoso nella rupe che correva parallelo alle scogliere. Se un
gruppetto riesce a farsi strada in quella direzione, potremmo dare a quei bastardi una lezione che non
dimenticheranno tanto facilmente.
Sul volto severo del gallo spunt un sorriso di apprezzamento. Proprio quello che ci vuole.
Avanti, Rullo. Poi chiam con un cenno della mano i trenta uomini della seconda linea e sguain la
spada verso la rupe. I primi tre plotoni! Con me!.
Con il sangue che gli ribolliva, Figulo condusse i soldati attorno al fianco destro della centuria e
punt dritto verso la falesia. Alcuni Durotrigi si accorsero della manovra nemica e si distaccarono dai
compagni nel tentativo di bloccarli, sferrando colpi con le lunghe spade. Figulo colp con lo scudo uno
dei guerrieri che gli si era scagliato addosso: la borchia di ferro lo prese in piena faccia con uno
scricchiolio sordo. Mentre i Romani attraversavano la spiaggia di ciottoli e si precipitavano goffamente
verso il canale, per lo sforzo il gallo sent i muscoli dei polpacci dolergli e i polmoni prendergli fuoco.
Avanz deciso su per il ripido pendio e, raggiunta la cima, punt in direzione dellaccozzaglia
di nativi disposti sul bordo del precipizio.
Lattenzione dei britanni era concentrata sulla battaglia in atto lungo la spiaggia mentre
fioccavano frecce, giavellotti, colpi di frombola e persino piccole pietre sui Romani. Figulo sent un
brivido caldo mentre si preparava ad abbattere quei barbari ignari.
Restate con me!, ordin ai suoi uomini. Quando attacchiamo, colpite duro!.
Quando i legionari si precipitarono verso il nemico, uno dei Britanni si volt e li vide. Preso dal
panico spalanc gli occhi e si rivolse ai suoi compagni per avvertirli dellattacco furtivo. I Britanni si
allontanarono subito dal bordo della rupe. Un gruppetto riusc a lanciare i giavellotti a breve distanza,
ma Figulo e i suoi uomini gli erano gi addosso e il soldato alla destra dell optio ansim quando
unasta gli urt il ginocchio. Nellistante successivo i Romani caricarono i guerrieri nativi. I Britanni
impugnarono le armi, un vasto assortimento di asce e pugnali, piuttosto inutile contro i grossi scudi e le
armature dei legionari. Pian piano Figulo e i suoi spinsero i nemici verso il bordo del precipizio.
Figulo sbirci oltre lo scudo e vide il barlume di un giavellotto che sfrecciava verso il suo collo,
mentre un britanno lo stava per assalire. L optio par abilmente lattacco con lo scudo danneggiato. Il
guerriero ringhi quando la sua arma rimbalz sulla superficie curva, mancando il suo obiettivo ed
esponendo agli attacchi il suo torace. Figulo ne trasse vantaggio infilzandolo in pieno petto. Sent uno
scricchiolio nauseante quando la punta della lama perfor la morbida carne, rasentando le ossa. Con un
fremito dorrore il britanno moll larma, l optio estrasse la spada e luomo gli cadde ai piedi.
I Durotrigi sopravvissuti allattacco iniziale, ora si trovavano intrappolati tra i Romani e lo
strapiombo. Figulo incit gli uomini attorno a continuare a spingere indietro il nemico. A sinistra
scorse un britanno nudo che si aggrappava al bordo dello scudo di un legionario nel tentativo di
strapparglielo di mano. Figulo si gir allistante per affrontare il guerriero e lo infilz alla gola prima
ancora che riuscisse a graffiare il legionario terrorizzato, e di nuovo avvert un lieve scricchiolio
quando la lama sfior la mascella di quelluomo.
Con un ultimo sforzo il piccolo gruppo di Romani continu la sua avanzata e i restanti Durotrigi
iniziarono a cadere a picco sulle rocce sottostanti. Alcuni si aggrapparono con le unghie ai loro
compagni trascinandoli di sotto. Uno afferr persino il ginocchio di un legionario portando con s nella
morte anche quel povero disgraziato. Solo un gruppetto riusc a svignarsela lungo il margine del
pendio, ma furono subito assaliti dai Romani assetati di vendetta per i commilitoni uccisi dai proiettili
piovuti gi dalla falesia. Non ci sarebbero stati prigionieri quel giorno.
Dopo che anche lultimo dei nemici in cima al pendio fu annientato, Figulo si guard intorno,
con il petto gonfio mentre contemplava la scena. Sotto riusc a vedere dozzine di corpi stravolti caduti sulle rocce. Sollevando lo sguardo sulla spiaggia
di ciottoli, Figulo scorse gli uomini della Quinta coorte spingersi innanzi e sent un impeto di sollievo
alla vista degli ultimi nativi che si davano alla fuga sui sassi macchiati di sangue. Nel giro di pochi
minuti i Durotrigi stavano battendo in una ritirata confusa lungo la spiaggia di ciottoli, voltando le
spalle ai compagni trucidati per mettersi in salvo.
Nelle acque della piccola baia una delle navi da guerra con a bordo le catapulte era riuscita a
navigare attorno alle galee incagliate. La triremi puntava dritta verso la spiaggia, con i remi che
uscivano e simmergevano nellacqua a ritmo continuo. Sul ponte gli uomini preparavano le catapulte
per colpire il nemico in ritirata. In lontananza Figulo sent gridare un ordine e diversi schiocchi
sferzarono lacqua come frustate, quando le catapulte scagliarono le palle di pietra, sorvolando le teste
della coorte e andandosi a schiantare sui Durotrigi in fuga. Quelle pietre di forma rozza frantumarono
crani e spine dorsali come pugni giganti. I pi furono uccisi da una raffica finale di dardi dalla punta di
ferro scagliati dalle balestre montate sul ponte della stessa nave da guerra. I guerrieri superstiti,
guardandosi indietro terrorizzati, riuscirono in qualche modo a svignarsela dalla spiaggia lasciandosi
alle spalle una carneficina. Alcuni dei legionari tentarono di inseguirli ma gravati dalle pesanti
armature, rinunciarono subito e si curvarono sui loro scudi ansimando.
Figulo ricondusse i suoi uomini sul bordo del precipizio per intercettare qualsiasi nemico in
fuga verso di loro, ma non ci fu nulla da fare. La battaglia era giunta al termine. Quando i restanti della
Quinta coorte emersero dai canali, i soldati attaccarono i nativi troppo feriti per scappare. Non erano
dellumore di provare piet per quegli avversari sgominati e uccisero i Durotrigi feriti nel punto stesso
in cui si trovavano. Figulo vide molti legionari circondare un guerriero in ginocchio. Gli uomini
esultavano, mentre infilzavano a turno le loro spade in quel corpo, una dopo laltra. Il guerriero rimase
dritto in segno di sfida mentre soffocava per il suo stesso sangue.
Figulo respinse limpulso dintervenire e distolse lo sguardo.
Corpi e rimasugli di armamenti ricoprivano la spiaggia. Rimase sorpreso da quanto sembrassero
terribilmente esili i corpi senza vita dei Britanni.
Ovunque volgesse lo sguardo, vedeva casse toraciche sporgenti e facce scarne. Fu sopraffatto
da emozioni contrastanti, come accadeva sempre in quegli istanti orribili dopo una battaglia. Da soldato
al servizio dellimperatore, Figulo era ben consapevole del fatto che i guerrieri che trucidava in
battaglia erano celti. Proprio come i suoi avi.
Un bagno di sangue, signore, comment Rullo quando gli si avvicin alle spalle, osservando
la spiaggia sotto di loro con occhi grigio sbiadito. Mai vista una cosa simile. Si sono scagliati addosso
a noi. Alcuni di loro persino a mani nude. Contro spade affilate!.
 incredibile quanto sia profondo il loro odio per Roma, disse piano Figulo. Forse sarebbe
meglio se si arrendessero. Ormai devono aver capito che non possono sconfiggerci.
Tacque un istante, poi si ricord di qualcosa e volse lo sguardo alla rupe.
Dov il centurione?, chiese osservando le fila degli uomini.
Rullo inclin la testa verso la colonna di feriti raggruppati sulla spiaggia di ciottoli. Laggi con
le altre vittime, signore. Non credo che si sveglier tanto presto. Esit prima di proseguire e si guard
a destra e sinistra per accertarsi che nessuno li sentisse. Poi si avvicin a Figulo e disse sottovoce: A
buon intenditor poche parole. Faresti meglio a stare attento a quel centurione.
Ocella  stato un ufficiale nella Guardia pretoriana prima di passare alla Seconda.
Perch ha lasciato una posizione sicura con le Guardie per trasferirsi in Britannia?.
Rullo scroll le spalle. Forse non lha scelto lui. Forse  per questo che ci pianta cos tante
grane. Con una smorfia di perplessit aggiunse: Il ragazzo prima di te non  durato a lungo.  stato
rimandato a Gesoriacum ad addestrare nuove reclute. Dammi retta, signore, Ocella non  un tipo a cui pestare i piedi.
...
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...
CAPITOLO QUATTRO.
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Le ultime galee vennero tirate in secca mentre un crepuscolo viola calava su Vectis, con il mare
che scintillava come migliaia di punte di spada nella luce morente. Mentre i marinai scaricavano i
rifornimenti per nutrire ed equipaggiare lesercito, il cielo si era rasserenato. Per tutto il pomeriggio i
rematori avevano faticato per spostare le triremi incagliatesi nella secca.
Immersi fino alla vita nellacqua gelida, avevano tirato corde legate alla prora di ogni nave,
trascinando i vascelli fuori della secca e rimettendoli a galla uno alla volta. Nel mentre il resto della
flotta raggiungeva con circospezione la spiaggia, nel tardo pomeriggio.
Ad alcuni uomini di ciascuna centuria della Quinta coorte fu assegnato il macabro compito di
liberare la spiaggia dai cadaveri. Su tavolette cerate fu segnato il nome di ciascun legionario morto, da
consegnare ai centurioni per il conto delle perdite. I feriti vennero curati l dove si trovavano, mentre
nellaccampamento a poca distanza dalla scogliere, pi verso linterno, si allestiva un ospedale mobile.
I morti furono raccolti e disposti in file, pronti per la pira funeraria che sarebbe stata accesa una volta
raccolta la legna. Ogni corpo venne spogliato dellarmatura, di armi e stivali. Il tutto venne poi
mandato dal quartiermastro, per essere riparato, immagazzinato e pronto per essere riassegnato non
appena fosse stato necessario.
Per ordine del legato, i Durotrigi furono ammucchiati sotto uno dei costoni di roccia e lasciati l
come crudo promemoria del prezzo pagato da coloro che sfidavano Roma. Anche le loro armi ed
equipaggiamenti furono rimossi, per evitare che cadessero nelle mani degli sciacalli che avrebbero
potuto rivenderli ai nemici di Roma.
Una volta sbarcato lintero lesercito, il legato sped la squadra di esploratori a cavallo in cerca
di tracce del nemico nellentroterra, mentre finalmente le coorti abbandonavano la costa, lasciandosi
alle spalle la scogliera, con il ricordo del combattimento sulla spiaggia impresso a fuoco nella mente.
Gli uomini affaticati tagliarono i boschetti disseminati sul territorio oltre la riva e intrapresero larduo
compito di costruire un campo mobile in faccia al nemico. Per prima cosa scavarono un fossato esterno
profondo quasi quattro metri usando gli attrezzi da trincea. Poi ammucchiarono la terra smossa per
formare un bastione interno alto tre metri. Questo era sormontato da pali di legno acuminati legati
insieme da corregge di cuoio, progettati per fare da enormi triboli in caso di attacco nemico.
Una volta completate le linee difensive, gli uomini si misero a erigere le file di tende. Racchiusa
la legione e le salmerie al sicuro nellaccampamento, finalmente i soldati riempirono gli stomaci vuoti
con razioni di maiale salato fumante e farinata dorzo. Al calare della notte, si ritirarono nelle tende di
pelle di capra da otto uomini ciascuna. Sedettero attorno ai fuochi da campo scaldando se stessi e gli
indumenti umidi, scambiandosi barzellette sporche, giocando a dadi, cercando di allontanare la mente
dalle memorie truculente della battaglia. Gli uomini di corve ebbero il difficile compito di tagliare
ceppi, ai margini della foresta vicina, con cui costruire la pira funeraria dei commilitoni caduti.
Una volta esauriti i doveri della giornata, Figulo raggiunse Rullo e la sua sezione al loro fal e
si scald le mani. Si era sincerato con il chirurgo della Seconda se Ocella si stesse riprendendo, ma il
centurione era in preda al delirio, la testa che ondeggiava da una parte e dallaltra, disteso per terra su
un sottile rotolo di coperte. Figulo aveva sperato che recuperasse abbastanza lucidit da riassumere il
comando della Sesta centuria e lasciare che l optio tornasse alle sue minori responsabilit. Tuttavia, a
quanto pareva, Figulo avrebbe dovuto accollarsi il comando almeno per qualche altro giorno  una
situazione che lo infastidiva, perch si considerava un soldato semplice nellanimo e teneva al
cameratismo con i compagni darmi. Ma almeno in quel periodo si sarebbe risparmiato la pignoleria del
centurione. Ocella era un ufficiale capace che si gloriava dellaspetto e della compostezza dei propri
uomini. Ogni segno di trascuratezza incontrava una fredda occhiata e un aspro provvedimento
disciplinare. Per Figulo era particolarmente dura la vita sotto Ocella, a cui non sfuggiva mai ogni suo
pi piccolo errore: durante lispezione lo rimproverava per una macchiolina di sporco sulla fibbia mal
lucidata del cinturone, oppure per un minuscolo sbaglio nel redigere un rapporto. Dentro di s Figulo
sospettava che Ocella gli invidiasse lesperienza attiva sul campo di battaglia, di gran lunga maggiore
della sua. Forse lo vedeva come una minaccia alla propria autorit. Con un senso di pesantezza nel
cuore, si rese conto che, se non fosse riuscito ad appianare le proprie differenze con il centurione, nella
Sesta centuria aveva i giorni contati.
Rullo e gli altri legionari si accalcavano attorno al fuoco da campo in silenzio, con i volti
illuminati dal riflesso delle fiamme. Figulo vide la stanchezza intorpidita delle loro espressioni e decise
di risollevarne lumore.
E allora, disse con un sorrisetto forzato, chi vuole vedere un gioco di prestigio?.
Rullo alz gli occhi al cielo. Santi di. Ci risiamo!.
Figulo si gir verso di lui e gli strizz locchio. Questo funziona sul serio.
Lho imparato da un mercante cilicio a Rutupiae. Scrut le facce degli uomini attorno al fuoco.
Mi serve solo un volontario.
Un idiota, piuttosto, ridacchi Rullo.
Vengo io, signore, si offr il legionario seduto di fronte a Figulo.
Figulo osserv il legionario snello, dal volto giovane. Gaio Arrio Helva era una delle nuove
reclute, assegnate alla Sesta centuria il giorno prima che si mettessero in marcia da Calleva. Possedeva
quel misto di ingenuit e strafottenza comune a tutte le reclute nel primo, breve periodo dopo larrivo in
Britannia  prima che lo scontro brutale con il nemico li trasformasse in veterani induriti dalla battaglia
che non vedevano lora di lasciare quelle sponde. Nel poco tempo in cui Figulo era stato con la Sesta
centuria aveva conosciuto a malapena Helva, ma cera qualcosa di incoraggiante in lui: era ansioso di
dimostrarsi allaltezza dei commilitoni e il suo entusiasmo per la vita nellesercito contrastava in modo
evidente con laria cinica ed esausta di molti soldati pi anziani.
Figulo prese una moneta dalla borsa. Bene, ragazzo. Apri la mano.
Helva obbed, tendendo la mano verso l optio con il palmo verso lalto.
Allora, Figulo poggi la sua su quella del legionario, con il palmo rivolto verso il basso, e
mostr la moneta, facendola vedere a turno a ciascuno degli uomini attorno al fuoco, prima di
posizionarla ben ferma sulla propria mano.
Ora, esord. Vedete tutti che questa moneta  sul dorso della mia mano, vero?. Gli uomini
annuirono. Ebbene, e se vi dicessi che posso farla passare attraverso la mia mano per poi farla
riapparire sul tuo palmo?, parlando guardava Helva. Il legionario lo fissava con gli occhi sbarrati,
incredulo.
Attraverso la tua mano?, ripet. Quella moneta?  impossibile. Solo gli di potrebbero.
Di e venditori dolio di rosa, mugugn Rullo. Quattro sesterzi che non funziona.
Daccordo, rispose Figulo, entusiasta.
Cont fino a tre. Poi, con la mano libera sollevata sopra la testa, inton le parole che gli aveva
insegnato il cilicio e batt la mano su quella che stringeva il palmo di Helva. Aspett un secondo.
Helva si pieg in avanti, impaziente, mentre Figulo faceva pian piano scivolare via la mano dalla sua.
Persino Rullo, nonostante lovvio scetticismo, allung il collo per vedere meglio.
Vuota!, dichiar il veterano della Sesta centuria, battendosi una mano sulla coscia. Lo
sapevo!, si freg le mani in un gesto di contentezza. Mi devi quattro sesterzi, signore.
Cazzo!. Figulo si accigli. Ma non capisco. Ho fatto esattamente quel che mi aveva detto
il mercante. Ho pronunciato anche le parole magiche giuste.
Paga, gallo, ripet Rullo, scherzoso.
Maledicendo la sua sorte, Figulo si frug nella borsa ed estrasse quattro monete. La perdita gli
pesava, dal momento che aveva gi sperperato la maggior parte dei suoi modesti risparmi giocando a
dadi. Aveva scoperto che provava linspiegabile bisogno di continuare il gioco. Ogni volta che perdeva,
si allontanava di cattivo umore, giurando nel nome di Giove che non avrebbe mai pi scommesso ai
dadi. Eppure, inevitabilmente, il giorno dopo si ritrovava di nuovo al tavolo da gioco, nellangolo buio
di qualche bettola di dubbia fama, perdendo con ogni scommessa unaltra parte del salario guadagnato
col sudore. Proprio di recente aveva sperperato un intero mese di paga giocando ai dadi a Calleva, dove
aveva perduto venti puntate di fila  un risultato da cui aveva tratto il forte sospetto che lo scaltro
avversario avesse barato.
 Optio Orazio Figulo?, abbai una voce.
Figulo ruot sui tacchi nel momento in cui un uomo si faceva avanti da dietro la schiera di
tende. Dalle piume sullelmo, lo identific come una delle guardie del corpo personali del legato.
Luomo lo guard dritto negli occhi mentre parlava. Aveva notato il bastone indice del suo rango,
tipico del solo optio, per terra accanto a lui.
Sono io, rispose.
La guardia annu. Il legato desidera parlarti.
Adesso?. Figulo scorse con la coda dellocchio Helva e Rullo che si scambiavano sguardi
perplessi nella luce fioca del fal. Come mai?.
Il volto della guardia del corpo rimase impassibile. Subito, se non ti dispiace, signore. Il legato
 un uomo impegnato. Gli fece cenno di seguirlo e si avvi subito a passo di marcia lungo la via
principale che conduceva al centro del campo.
Figulo, seguendo la guardia del corpo oltre le camerate e i magazzini di grano, si chiese cosa
mai potesse volere il legato da lui a unora cos tarda.
Fuori le tende dellospedale da campo scorse una breve fila di corpi avvolti in sudari. Poco
lontano, raggiunsero il quartier generale del legato, una grande tenda eretta allintersezione delle due
vie principali che attraversavano laccampamento. Due guardie stavano di sentinella fuori, con gli stendardi militari della legione
appoggiati a rastrelliere da entrambi i lati. Il soldato che scortava Figulo si avvicin ai lembi aperti
della tenda e le due guardie rivolsero un cenno del capo al commilitone e si fecero da parte.
Entra, signore. Il legato ti aspetta, disse il primo, inespressivo.
Entrando le narici di Figulo si riempirono del dolce e forte odore di vino riscaldato. Avvert un
tepore gradevole nella tenda. Bracieri ardevano vivaci in tutti e quattro gli angoli, isolando quella
sistemazione dal cattivo tempo britanno. In un angolo vide una tavola bassa con sopra un piatto ovale
pieno di carne fredda e una brocca di ottone colma di vino fino allorlo, sistemata su un sostegno sopra
una lampada a olio. Dalla brocca salivano sottili sbuffi di vapore. Un grande tavolo pieghevole
occupava il centro della tenda, circondato da una mezza dozzina di sgabelli di cuoio imbottiti.
Dietro questo tavolo stava seduto il legato Celere, con la fronte corrugata per la concentrazione,
mentre leggeva una tavoletta cerata poggiata davanti a lui. Figulo gli rimase in piedi davanti, a disagio,
per quello che gli parve un tempo lunghissimo, in realt un minuto o due, osservando larredamento
lussuoso della tenda. Era tutto un altro mondo rispetto agli alloggi di un soldato semplice e dentro di s
il gallo si sentiva terribilmente fuori luogo.
Infine Celere alz lo sguardo. Figulo salut rigido. Il legato lo esamin con i freddi occhi
azzurri.
Riposo, optio.
Il legato aveva unaria di quella superiorit caratteristica degli aristocratici romani, una
sicurezza di s che confinava con larroganza. Figulo aveva visto uomini come lui occupare il posto di
tribuno laticlavio: figli di agiati aristocratici spediti in Britannia ad adempiere al servizio militare per
un paio danni, prima di tornare a Roma e seguire una redditizia carriera nei pubblici uffici. Alcuni di
loro provavano scarso interesse per la vita dei soldati e mostravano una mancanza di attenzione
allarmante per la stabilit a lungo termine della provincia. A loro importava solo da dove sarebbe
venuta la prossima brocca di vino Falerno e di aggiornarsi sugli ultimi pettegolezzi delle terme e dei
teatri di Roma. Figulo temeva che adesso un uomo di quel genere fosse al comando della migliore
legione romana.
Figulo, esatto?, domand Celere.
Sissignore.
E dal tuo fascicolo vedo che sei mezzo gallo. I miei amici a palazzo mi dicono che adesso
permettono alla tua gente di diventare senatore. A Roma.
Pensa un po! Galli che discutono di politica. Il mondo  impazzito.
Figulo tenne le labbra serrate e rimase immobile, mentre Celere abbassava gli occhi sulla
tavoletta cerata.
Oggi su quella spiaggia la Sesta centuria ha reso gloria alla legione.
Secondo tutti i rapporti, la Quinta coorte sarebbe stata travolta da quei maledetti Britanni, se
non fosse stato per la carica della Sesta in cima alla scogliera.
Figulo spost il peso da un piede allaltro, in dubbio se il legato stesse aspettando una risposta.
Dopo un attimo di silenzio Celere prosegu.
Mi dicono che il vostro centurione  stato ferito.
Figulo annu. Ha ricevuto un colpo alla testa, signore.  a letto, nellospedale da campo.
Secondo il chirurgo sar di nuovo in piedi tra un giorno o due.
Questa legione ha perduto troppi ufficiali di recente, osserv Celere aspro. Ma la cruda
verit  che Ocella non  qui e come suo subalterno sei il prossimo nella catena di comando. La Sesta
centuria ha dimostrato unammirabile capacit diniziativa sulla spiaggia, virt di cui avr di nuovo
bisogno per questo prossimo compito.
Figulo si accigli. Quale compito, signore?.
Celere si accarezz il mento e invece di rispondere, sfoggi labilit dei politici nel formulare
unaltra domanda incalzante:  vero che uno degli ultimi gesti del mio predecessore  stato perdonarti
da unaccusa di diserzione?. Figulo si sent raggelare il sangue ma, prima che potesse rispondere,
Celere prosegu: Senza contare che il legato ha fatto anche cadere certe accuse sullaver favorito e
istigato la fuga di alcuni soldati condannati. Tacque un istante, fissando Figulo con gli occhi azzurro
ghiaccio. Sono dei reati gravi. La pena  severa.
Lasci la minaccia sospesa nellaria calda. Figulo sent una morsa allo stomaco. Ho solo
cercato di fare quel che ritenevo giusto, signore. Un ufficiale che rispetto e un pugno di altri ragazzi
erano stati ingiustamente condannati a morte per decimazione. Non potevo starmene l a guardarli
mentre li picchiavano a morte. Non sarebbe stato giusto.
S, s, ribatt Celere impaziente. Conosco bene i dettagli.  tutto scritto qui, nel rapporto che
accompagna la sentenza. Come anche la ragione del perdono. Sembra che tu abbia giocato un ruolo
fondamentale nella sconfitta di Carataco.
L optio si strinse nelle spalle. Ho fatto solo il mio dovere, signore.
Celere spinse di lato la tavoletta e si sporse sul tavolo. Forse pensi di poter dormire sugli allori
dei passati trionfi in questo esercito, Figulo, ma a me non importa un accidenti di cosa hai fatto sotto Vespasiano. Ora si tratta della mia legione. E dovrai
dimostrarmi quanto vali. Chiaro?
Sissignore, rispose Figulo tra i denti.
Lieto di sentirlo, Celere fece un rapido sorriso. Ora, la missione. Come sai dalle istruzioni
ricevute, il nostro obiettivo a Vectis  mettere fine alla pietosa misera resistenza dei Durotrigi.
Dopodomani, una volta arrivata la cavalleria, riprenderemo la marcia verso ovest e attaccheremo la
fortificazione collinare che il nemico sta costruendo. Dubito che lattacco in s presenter molte
difficolt agli uomini. Trovo stupefacente che questi bruti continuino a riporre cos tanta vana fiducia
nelle loro opere di difesa primitive.
Figulo si morse la lingua. Era opinione diffusa tra quegli uomini arrivati da poco nella Seconda
legione che le fortezze collinari dei Durotrigi fossero state conquistate con facilit. Tuttavia, il gallo
sapeva che le cose non stavano cos.
La Seconda legione aveva combattuto duramente per impadronirsene, e non fosse stato per la
guida di Vespasiano e gli sforzi risoluti dei soldati, avrebbero potuto ancora essere nelle mani dei
nemici. Solo uno sciocco avrebbe pensato che i Durotrigi fossero facili da conquistare. Osserv con
attenzione Celere che allungava la mano verso il calice dargento mezzo pieno di vino sulla scrivania e
che beveva un sorso. Il legato pos la coppa e si asciug con grazia le labbra con il dorso di un dito.
Nessun errore, optio, ho intenzione di schiacciare ogni sacca di resistenza rimasta a Vectis.
Sissignore.
Tuttavia, c un problema. Espir a fondo. Ci  stato detto che molti prigionieri vengono
trattenuti sullisola. Sono stati catturati nel continente alcuni mesi fa. Li tengono non lontano da qui. La
nostra guida locale, Magadubno, ha saputo della situazione scabrosa in cui si trovano. Secondo lui, il
capo durotrigio che li ha in custodia vuole fare un accordo con noi.
Un sorriso gli fremette allangolo delle labbra. Le loro vite in cambio di cibo.
Cibo, signore?. Figulo era perplesso. Non argento?.
Il legato annu. Lo so. Patetico, vero? Ma comprensibile. Gli abbiamo tagliato i rifornimenti e
gli isolani non riescono a nutrire gli esuli del continente oltre al loro popolo. Celere si allung indietro
sulla sedia e sorrise. Quindi il capotrib ci offre un accordo. E tu, Figulo, insieme a un gruppetto dei
tuoi uomini, farai lo scambio.
...
.
...
CAPITOLO CINQUE.
...
.
...
Un silenzio agghiacciante riemp la tenda del legato, il quale si alz e si avvicin al tavolinetto
su cui erano poggiati la carne e il vino. Prese la brocca di ottone dal sostegno e riemp il calice fino
allorlo.
I prigionieri appartenevano a un distaccamento inviato a Vindocladia, esord. Rinforzi per la
fortezza della vessillazione. Non sono mai arrivati.
Una squadra di ricerca ha trovato lufficiale in comando e dozzine di soldati morti scaricati in
un corso dacqua vicino. Mancavano allappello dodici uomini. Allepoca, credemmo che li avessero
venduti come schiavi, o bruciati vivi in quegli infernali uomini di vimini. Il legato fece ruotare il
calice nella mano, osservandone il contenuto. Dovrei dire che sono fortunati a essere vivi.
Se lo dici tu, signore, rispose Figulo guardingo, le guance imporporate dalla collera nel
ricordare il suo personale periodo di prigionia nelle mani di Carataco: ammanettato in un sudicio
recinto per animali, tormentato dai suoi aguzzini. Era riuscito a fuggire scampando alle crudeli e
inaudite torture per cui i Britanni erano noti. Altri, lo sapeva, erano stati meno fortunati. Se davvero i
soldati erano vivi, era poco probabile che fosse stata mostrata loro alcuna piet.
Come possiamo essere sicuri che abbiano i prigionieri, signore?, domand.
A mo di risposta, Celere poggi il calice sul tavolinetto e prese una borsa di cuoio vicino alla
lampada a olio. La lanci all optio. Figulo lafferr e lapr.
Dentro cera una targhetta di piombo, con su impresso il sigillo della Seconda legione. Era del
genere indossato dai soldati romani durante la marcia, usata per permettere lidentificazione dei
cadaveri in caso di morte. Sollevando la targhetta alla luce dei bracieri accesi, Figulo riusc a leggere il
nome di un soldato inciso sul retro, insieme al rango e alla centuria.
Abbiamo trovato altri undici signaculum come quello, disse Celere. Il capo dei Durotrigi li
ha consegnati a Magadubno come prova che ha in custodia i prigionieri. Abbiamo gi confrontato il
nome su ogni signaculum con la lista dei soldati dispersi. Corrispondono. Quindi possiamo essere quasi
del tutto certi che il capotrib sta dicendo la verit e ha con s gli uomini in questione.
Figulo guard il legato. Allora Magadubno ha avuto contatti con questo capo?
Fa da intermediario per noi. Conduce i negoziati tra le due parti. Immagino che i Britanni si
fidino di lui quanto noi. Magadubno ha saputo dei prigionieri poco dopo essere sbarcato a Vectis,
qualche settimana fa, fingendosi un guerriero dei Durotrigi per raccogliere informazioni sul nemico. Ha
sentito parlare dei prigionieri e appreso che forse il capo era disposto a scendere a patti con noi.
Celere rise del suo stesso commento. E
a quel punto lo ha avvicinato, con il mio permesso, per aprire le trattative.
I guerrieri locali non saranno molto contenti quando lo scopriranno.
Certo, Celere abbozz un sorriso. Ma credo che questa carestia dilagante abbia forzato
alquanto la mano del capo. Forse ha influito anche il pensiero di molte coorti romane che invadono il
suo villaggio. Abbiamo persino garantito di risparmiargli la vita, per quello che vale.
E gli baster la nostra parola?
Non ha altra scelta. O tratta con noi o la sua gente soffrir morte certa, per fame o sulla punta
delle spade romane.
Di quanto grano stiamo parlando, signore?
Quattrocento moggi. Mi  parso di capire che gli indigeni abbiano un mulino rudimentale nel
villaggio. Il grano fornir loro abbastanza pane e farinata da tenerli in vita per tutto linverno, anche se,
a essere sincero, una dieta simile suona ben misera. Ma penso sarai daccordo con me che uno scambio
del genere sarebbe di gran lunga preferibile alla perdita di uomini validi in un attacco diretto  senza
contare il rischio che gli abitanti del villaggio giustizino i prigionieri prima di riuscire a liberarli.
Inoltre, quegli uomini sono soldati pluridecorati della Prima coorte: il fior fiore della legione. Il
generale Plauzio  rimasto particolarmente scosso nellapprendere del loro rapimento. Sorrise fra s,
poi continu: Riportarli nei ranghi sani e salvi far piacere al generale. E dar una buona spinta al
morale della legione, non pensi? Un colpo da maestro.
Certo, signore, rispose Figulo diplomatico, anche se qualcosa nellatteggiamento del legato
gli diceva che a Celere importava di gran lunga pi fare buona impressione al generale Plauzio che
sollevare il morale dei soldati semplici.
Poco a poco, prosegu Celere, una volta che avremo devastato Vectis, il resto di quei barbari
Durotrigi si accorger in fretta dellerrore del loro modo di comportarsi e si arrender. Presto ogni altra
trib di questa miserabile isola far lo stesso. Allora, finalmente, avremo pace in Britannia.
Figulo rimase in silenzio. La mente aristocratica di Celere, educata nella certezza della superiorit di Roma, non ammetteva altro pensiero che una vittoria assoluta. Solo
dopo un anno o pi sul campo avrebbe finalmente compreso la profondit dellodio che i nativi
provavano per Roma. Forse sarebbero riusciti a sconfiggere i Britanni in battaglia, pens Figulo, ma l
finiva ogni vittoria possibile. Rimase muto mentre Celere tornava verso la scrivania e spostava da una
parte il disordine che vi regnava sopra. Srotol una mappa su cartapecora di Vectis. Figulo si fece
avanti e si chin per vedere meglio mentre il legato indicava con il dito sottile un punto ai margini
occidentali dellisola.
Celere disse: Il villaggio in cui sono trattenuti i soldati si trova a circa mezza giornata di
marcia dalla nostra posizione attuale. Il terreno  percorribilissimo, salvo qualche acquitrino. Una volta
raggiunto il villaggio sopraintenderai allo scambio con il capotrib. Se tenta qualche colpo di mano,
chiedendo del grano extra o sciocchezze del genere, malmenalo un po. Ricordagli che  obbligato ad
attenersi ai termini del nostro reciproco accordo. A quel punto tutto ci che tu e i tuoi uomini dovete
fare  scaricare il grano, recuperare i prigionieri e riportarli al campo sani e salvi. Dovrebbe essere
abbastanza semplice. Punt un dito contro Figulo. Dovete partire subito.
Figulo sussult per la sorpresa. Stanotte, signore?
Ma certo, replic Celere pacato. Viaggiare al riparo delloscurit vi aiuter a evitare che
qualsiasi esploratore dei Durotrigi si aggiri nella zona.
Magadubno conosce bene queste terre. Vi far passare in tutta sicurezza alla larga da qualsiasi
covo di guerrieri durotrigi. Lo scambio  previsto per lalba. Se partite adesso dovreste arrivare in
tempo.
Figulo fiss la mappa. Riusciva gi a prevedere diversi problemi. Anche se lui e i suoi uomini
fossero riusciti a evitare gli esploratori durotrigi, ognuno degli insediamenti allintorno rappresentava
una minaccia. Bastava che un solo nativo incrociasse per caso la loro posizione e presto avrebbero
avuto un esercito alle calcagna. E poi cera la condizione fisica dei suoi uomini.
Erano in piedi fin dalle prime luci e nello spazio di un solo giorno avevano affrontato il mal di
mare, combattuto sulle coste di Vectis, rimosso e sepolto i compagni morti e costruito il campo mobile.
Dal punto di vista fisico erano molto pi che esausti. Probabilmente molti dormivano gi. Figulo
riusciva quasi a vedere gli sguardi sulle loro facce stanche nel dire loro che dovevano arrancare
attraverso un territorio ostile nel bel mezzo di una notte fredda e umida.
In assenza temporanea del centurione Ocella, assumerai il comando di un distaccamento della tua centuria. Prendi con te quaranta uomini. Ho preparato la richiesta scritta
necessaria per il grano da presentare al quartiermastro.
Sissignore. Figulo tacque un istante prima di aggiungere: Potremmo riscontrare problemi
nella marcia di ritorno, signore. Spostandoci in pieno giorno con i prigionieri, saremo un bersaglio
facile per qualsiasi Britanno nelle vicinanze.
Celere storse la bocca. Nel caso incontraste resistenze, quaranta soldati dovrebbero essere pi
che sufficienti per unazione di retroguardia. Inoltre, ormai la maggior parte dei Durotrigi si sar di
certo ritirata nella fortezza. So che molti di loro si stanno dirigendo l nel tentativo di affrettarne il
completamento prima del nostro assalto. Sciocchi.
Figulo annu appena, per nulla convinto dalle rassicurazioni del legato ma restio a rischiare di
irritarlo ancora di pi insistendo. Era chiaro che Celere non gli avrebbe fornito altri soldati ed era
inutile intestardirsi su quel punto.
Dove posso trovare Magadubno, signore?
 nella tenda della mia guardia del corpo. Uno dei miei attendenti lo mander a chiamare. Far
in modo che faccia immediatamente rapporto al tuo alloggio. Ora, se non c altro. Figulo annu e
Celere accenn un sorriso. Puoi andare.
Figulo fece il saluto, si gir e usc dalla tenda, pieno di apprensione per il compito affidatogli.
Fino a quel punto della sua carriera era riuscito a evitare le responsabilit, contento della sua sorte di
vice, preferendo la compagnia dei legionari al mischiarsi con la cricca degli ufficiali anziani. Adesso,
tutto dun tratto gli era stato affidato il fardello del comando, e quel peso, mentre tornava ai suoi
alloggiamenti, gli gravava come un giogo da marcia sulle spalle. Il successo o il fallimento della
missione imminente dipendeva solo da lui e si basava sulla sua capacit di dimostrarsi un buon capo e
al contempo un impavido soldato. Per il bene degli uomini sotto il suo comando, e dei prigionieri nel
villaggio, Figulo sapeva che non poteva permettersi di fallire.
...
.
...
CAPITOLO SEI.
...
.
...
Un mare di stronzate, secondo me, mugugn Rullo quando Figulo lo raggiunse nel perimetro
esterno. Uno spazio di pi di diciotto metri separava le tende disposte in buon ordine dalle
fortificazioni, distanza misurata con cura per assicurarsi che gli uomini nellaccampamento mobile
fossero ben oltre la portata di eventuali dardi nemici. Oltre le sentinelle a guardia del portone principale
Figulo vedeva pochissimo, tranne una densa, muta oscurit.
Non dovremmo fare accordi con i Britanni, prosegu Rullo. Quel grano  per noi, non per
uno schifoso capo villaggio.
Tu cosa suggeriresti, Rullo?
Attaccarli, sentenzi e si batt un pugno sul palmo dellaltra mano.
Colpirli con tutto quello che abbiamo. Niente prigionieri.
Figulo si pass la lingua sui denti, prima di aprirsi a un enorme sorriso.
Una bella pensata, lo riconosco. Ma hanno i nostri compagni. Potrebbero ucciderli in qualsiasi
momento. Dargli quello che vogliono  meno rischioso.
Ho paura che ti sbagli, signore. Lunico motivo per cui non distruggiamo il villaggio  che fa
buon gioco al legato.
Cosa intendi?
Pensaci, signore, disse picchiettandosi un lato del naso. Il legato restituisce i prigionieri a
Roma, si prende tutto il merito e stampa un sorriso sulla faccia di quei liberti greci che comandano nel
palazzo imperiale. A Celere non fotte daltro. Non gli importa che trattando con il nemico e
premiandolo, lo incoraggiamo a rapire altri soldati. La prossima volta, potremmo essere noi.
Figulo reclin indietro la testa, osservando le sottili volute di nebbia che indugiavano sulla
costa. Potrebbe andare peggio, immagino.
Ah s?, ribatt Rullo, teso. E cosa te lo fa pensare?
Almeno non piove. Gli di del tempo ci sono propizi.
Riecco il famoso senso dellumorismo gallico, osserv Rullo ironico.
Figulo ricambi il sorriso. Credimi sulla parola. Quando cresci a Lutetia, non puoi prendere la
vita troppo sul serio. Noialtri siamo del genere che vede lanfora mezza piena.
Rullo grugn e Figulo spost lattenzione sui soldati schierati di fronte al perimetro. Appena lasciata la tenda del legato aveva informato Rullo della missione, dandogli
ordine di radunare i combattenti della centuria che erano nelle migliori condizioni fisiche  uomini
ancora in grado di reggere la spada e marciare una dozzina di miglia o pi senza crollare, anche dopo lo
sforzo della giornata di combattimenti. Ora Figulo esamin i volti di quelli davanti a lui e si rese conto
con un sussulto che solo una manciata dei prescelti erano veterani incalliti. Gli anni di guerra continua
in Britannia avevano decimato i ranghi. La maggior parte dei soldati schierati erano giovani, arrivati da
poco nella Sesta centuria e nella provincia. Molti erano pi giovani dello stesso Figulo, e anche se
aveva solo ventun anni sapeva sin troppo bene che lesperienza faceva di lui uno dei veterani della
centuria. Riconobbe la maggior parte delle facce, sebbene alcune gli risultassero nuove, dal momento
che ancora non aveva avuto il tempo di conoscere tutti i soldati semplici.
Pos lo sguardo su un soldato sconosciuto in fondo alla fila. Luomo aveva una folta barba e la
figura corpulenta oscillava sul posto. A giudicare dallespressione vitrea degli occhi era ebbro. Figulo
gli si avvicin a grandi passi.
Tu. Nome.
Sesto Porcio Bleso, farfugli. Fece un saluto mezzo comico e mezzo pietoso. Emise un rutto
sonoro e si asciug la bocca con il dorso della mano.
Alla vista del legionario ubriacone Figulo digrign i denti, sentendosi scorrere una collera
rovente nelle vene. Mentre lo fissava truce, gli parve di avere gi visto quella faccia, ma non riusciva a
collocarlo.
Sei ubriaco, disse.
Bleso sollev le mani in gesto di protesta. Ho bevuto solo un goccetto dopo cena, ribatt sulla
difensiva. Tutto qui.
Signore, per te, sbott Figulo, la mano serrata in un pugno. Allo stato attuale sto facendo
le veci di centurione quindi ti rivolgerai a me con
signore come ogni altro nella centuria. Intesi?.
Bleso fece un inchino ironico. Le mie umili scuse signore.
Allimprovviso Figulo si ricord dove aveva gi visto quelluomo. Serr la mascella per la
rabbia. Tu.
Bleso sogghign. Che succede, signore?.
Figulo si avvicin e gli piant un dito nel petto. Mi sembrava di averti gi visto da qualche
parte. La taverna del Greco Assetato. A Calleva. Sei il bastardo che ha imbrogliato ai dadi! Rivoglio i
miei soldi!.
Un barlume di riconoscimento pass negli occhi vacui del legionario. Bleso ricompose in fretta lespressione ed esib un debole sorriso. Perdonami, signore, ma credo che
ti sbagli. Posso assicurarti che non stavo imbrogliando. Mai fatto.
Ho perso venti puntate di fila, tuon Figulo. Nessuno  cos sfortunato.
Mi devi centocinquanta sesterzi.
Il sorriso di Bleso gli si gel sulle labbra. Che posso dire, signore? Ho vinto quei soldi in
modo leale. Quando si tratta di dadi ho il tocco magico.
Non ho barato. Si mise una mano sul cuore aggiungendo: Lo giuro sulla tomba di mia
madre.
Tua madre era una puttana!, lo canzon un soldato rachitico lungo la fila.
Molti altri ridacchiarono. Figulo vide che lespressione di Bleso si incup di colpo. In un
confuso movimento di collera si gir di scatto e si scagli contro il soldato, aggredendolo a testa bassa
come un toro inferocito. Lavversario diede in un verso soffocato di dolore quando la zucca scalcagnata
di Bleso gli sbatt contro lo stomaco, gettandolo a terra e lasciandolo quasi senza fiato.
Atterr sulla schiena con un grugnito e prima che fosse riuscito a trascinarsi di nuovo in piedi,
Bleso lo inchiod a terra e gli si avvent sulla faccia con i pugni. A quel punto gli altri soldati
formarono un cerchio approssimativo attorno ai due, urlando ciascuno a sostegno di chi spalleggiava.
Che hai detto?, ringhi Bleso serrando le mani attorno alla gola dellavversario e stringendo.
CHE CAZZO HAI DETTO?
Togliti di dosso, ubriaco!, url laltro, allungando di scatto una mano in faccia a Bleso nel
tentativo di cavargli gli occhi.
Va bene, basta cos!, esplose Figulo, facendosi largo nel cerchio di soldati esultanti e
strappando via a forza Bleso da quello stordito per terra. Ma il legionario ubriaco aveva una
corporatura possente, pi grossa ancora del gallo, e Figulo dovette lottare per tenerlo sotto controllo
mentre ruggiva di rabbia e cercava di liberarsi. Rullo apparve di corsa e gli afferr laltro braccio, e
insieme a Figulo riusc a trascinare luomo furibondo lontano dallavversario intontito.
 un animale, sputacchi quello in tono nasale, cercando di fermare il sangue che gli usciva
copioso dalle narici. Germanici di merda!.
Rullo parl a bassa voce a Figulo. Manio Silo.  un piantagrane, signore.
Giuro sul cazzo di Giove, ringhi Bleso a Silo, lampio petto affannato,
ti far pentire di essere nato.
Figulo guard Bleso e inarc le sopracciglia. Sei germanico?.
Bleso serr la mascella. Mezzo, signore, ribatt, calmandosi tutto dun tratto. Sono nato ad
Argentoratum. Nel villaggio accanto alla fortezza della Seconda legione. Poi abbass gli occhi, vergognoso. Mia madre era una prostituta, signore.
Aveva un commercio vivace con i soldati del forte.
Quando mor, fui adottato da un centurione e cresciuto con la sua famiglia.
Appena grande abbastanza, mi sono arruolato nella Seconda.
Figulo annu con comprensione. Ora capiva perch Bleso fosse scattato con quella rabbia cieca
contro laltro. Non scusava il suo comportamento, ma Figulo sapeva sin troppo bene cosa si provasse a
essere uno straniero nella legione. Era cosciente degli insulti mugugnati dietro le sue spalle, delle
osservazioni piene di disprezzo sui Galli e degli sguardi diffidenti dei commilitoni che mettevano in
dubbio a chi andasse davvero la sua fedelt, e per un breve istante dimentic persino i guadagni che
Bleso gli doveva.
Sar anche mezzo germanico, aggiunse Bleso, ma ho passato tutta la vita circondato
dallesercito. Ho un centurione per padre e la Seconda legione nel sangue. Signore. Gonfi il petto
con orgoglio e alz il mento verso Silo.
Pi di quanto possa dire qualcuno di questi qua, scommetto.
Figulo si morse il labbro. A rigor di termine, sapeva che avrebbe dovuto mettere Bleso agli
arresti. Le risse tra soldati erano vietate nelle legioni e ci si aspettava che lui come ufficiale facesse
osservare il rigido regolamento. Ma listinto di soldato gli diceva che Bleso era un combattente valido e
che avrebbe fatto comodo nel caso fossero incappati in qualche guaio.
Rimanevano pochissimi uomini del genere nella centuria; se avesse punito Bleso, cacciandolo
dal distaccamento, lavrebbe rimpiazzato un soldato con meno esperienza. Daltra parte, se per il
momento dimenticava la questione e se ne occupava solo al ritorno, rischiava di apparire debole
davanti agli uomini. Inoltre, non si poteva andare in missione con della tensione che sobbolliva sotto la
superficie. Figulo prese una decisione, si schiar la gola e guard severamente Bleso e poi Silo a turno.
Unaltra parola da voi due e vi faccio mettere agli arresti.  chiaro?
Sissignore, mormorarono entrambi sottovoce, per poi riprendere posto nella fila. Soddisfatto
di aver gestito la situazione, Figulo si gir verso gli altri. Vale per tutti voi. Il prossimo che sgarra sar
di corve senza paga per un mese. Sono stato chiaro?
Sissignore!
Non vi sento!, url.
SISSIGNORE!
Meglio. Figulo fiss lo sguardo sui soldati. Nonostante le difficolt che avevano sopportato e
la missione infida che stavano per intraprendere, nessuno di loro mostrava traccia di nervosismo, e
Figulo sent montare la sicurezza alla vista di quei combattenti coraggiosi. Prese un profondo respiro e si apprest a
tenere loro il primo discorso da ufficiale in comando.
Bene, uomini. Come probabilmente avete saputo, al momento Ocella si trova ricoverato
nellospedale da campo. Significa che per ora faccio le veci di centurione. Tito Rullo far le veci di
optio. Marceremo tutta la notte. Se vedo chiunque di voi battere la fiacca sarete in un mare di merda.
Fece una pausa, grattandosi il sedere in cerca di qualcosaltro da dire. Silenzio assoluto. Ci
addentriamo in territorio nemico e non vogliamo attirare attenzioni indesiderate. Gli esploratori ci
faranno deviare da qualsiasi pericolo ma non voglio che corriate rischi. Si interruppe di nuovo. E,
ecco, state attenti. Il durotrigio medio potr anche sembrare ottuso come la merda di vacca, ma sono
degli astuti bastardi. Un mucchio di Romani morti in battaglia li hanno sottovalutati. Si ferm e strinse
nelle spalle. Domande?.
Un silenzio impacciato gravava sul distaccamento. Un soldato toss forte.
Rullo spost i piedi. Irrigidendo il collo, Figulo riemp i polmoni e url:
Sesta centuria, in marcia!.
Al suo comando ciascun legionario estrasse il giavellotto dal terreno e mossero in formazione
verso i cancelli, dove tre carri trainati da buoi, appesantiti da ceste provenienti dalle riserve di grano,
aspettavano di partire.
Accanto a questi cera un uomo calvo e gracile in brache di lana: Magadubno, la guida locale
che li avrebbe accompagnati lungo il percorso.
Figulo, mentre osservava gli uomini sfilargli davanti, not che Helva rimaneva indietro. La
bisaccia gli si era staccata dalla cintura, spargendo in terra il suo contenuto.
Cazzo datti una mossa, soldato!, abbai.
Helva con movimenti frenetici ficc di nuovo le razioni nella borsa e corse avanti. Sissignore.
Fece un sorrisetto, per poi aggiungere: Non vedo lora di darci sotto, signore. Uccidere un Britanno o
due. Far una bella impressione alle ragazze a casa.
Figulo pieg la testa da un lato. Non hai mai ucciso nessuno prima dora, vero?.
Helva fece un gesto di diniego. Ma andavo parecchio a caccia nella fattoria di mio padre in
Campania, signore. Prendevo di tutto: lepri, cinghiali selvatici e cervi. Uccidere Britanni non pu
essere poi molto diverso.
Se lo dici tu, ragazzo, replic in tono piatto, ricordando il suo stesso malaccorto entusiasmo
la prima volta che aveva firmato per una vita nella Seconda legione. Ora, che ne dici di concentrarti
sul tenere il passo. Ti preoccuperai pi tardi di uccidere Britanni.
Helva annu e si affrett a riprendere posto tra i commilitoni. Mentre la breve colonna di uomini
e carri sfilava al di l delle file di steccati, Figulo not che Bleso e Silo si scambiavano sguardi
vendicativi. Tra quei due sarebbe corso cattivo sangue per un bel po. Prese un appunto mentale di
tenerli docchio durante loperazione. Si guard indietro per lultima volta e vide le luci baluginanti del
campo svanire nelloscurit. Poi si volt in avanti e guid i soldati nel sudario nero della notte.
...
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...
CAPITOLO SETTE.
...
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...
Mentre i soldati attraversavano la palude, una nebbia sottile cal sullisola, coprendo il terreno
di un esile intrico di bruma. Piano piano gli occhi di Figulo si abituarono al buio e quella che era stata
unoscura massa informe cominciava a tradire qualche vaghissimo dettaglio: il pendio di una collina un
pochino meno scura del cielo notturno, le acque di una baia lontana che scintillavano a malapena sotto
la pallida luce della luna. Nel tentativo di alleggerire il carico, Figulo aveva deciso che i soldati non
avrebbero portato i soliti gioghi da marcia, n le cinture di piastre metalliche. Perci, non avevano altro
equipaggiamento che gli scudi, le spade, le lance e larmatura.
Le magre razioni, consistenti in pezzi di pane lievitato e acqua con laceto, erano riposte
rispettivamente nelle bisacce e negli otri di pelle. Magadubno faceva strada, camminando pochi passi
avanti al primo soldato con una sveltezza che smentiva i suoi anni, fermandosi di tanto in tanto per
guardarsi attorno, gli occhi che scrutavano le naturali depressioni e protuberanze del terreno.
Nonostante si fidasse dellistinto della guida, Figulo temeva che si stessero allontanando senza
speranza dalla via pi diretta. Se il distaccamento si fosse trovato in campo aperto allo spuntare
dellalba, sarebbero stati fin troppo visibili per gli esploratori durotrigi che perlustravano la zona.
Insieme allonnipresente paura di un attacco, gli uomini dovevano vedersela con la natura infida
del territorio. Figulo teneva gli occhi sul terreno, attento a qualsiasi ostacolo che potesse far inciampare
un soldato ignaro. Durante una marcia in territorio ostile, lontani dalla comodit dellaccampamento e
del suo ospedale, una caviglia lussata poteva essere fatale quanto la pugnalata di un Britanno non visto.
Procedevano a passo incostante e ogni poco uno dei carri si impantanava nel terreno pregno dacqua.
Allora lintera colonna doveva fermarsi e squadre di uomini posavano le armi e si mettevano allopera
per liberare le ruote dalla melma.
Figulo sentiva ogni suono chiaro e forte nellaria notturna: lo schiocco sonoro del fango fradicio
sotto i suoi stivali e i richiami di gufi lontani. Ogni tanto guardava da una parte, sforzando gli occhi
verso una macchia distante o un lugubre bosco ceduo, convinto di aver visto una figura muoversi tra le
forme che cambiavano di continuo nelloscurit. Sapeva che erano solo i suoi occhi che gli giocavano
scherzi crudeli, dipingendo ombre laddove non ce nerano. Eppure non riusciva a liberarsi dalla
gradevole sensazione che la piccola colonna di soldati romani fosse osservata. Mentre si addentravano nel cuore del paese,
aveva la certezza che il nemico fosse appostato nei paraggi.
Poche ore dopo il cielo si schiar vicino allorizzonte e le stelle scintillanti cominciarono a
sbiadire. Figulo represse uno sbadiglio. Si sentiva gli occhi pesanti, come pieni di sabbia. Ricordandosi
di un vecchio trucco, prese lotre che gli pendeva dal cinturone, tolse il tappo di sughero e inclin
indietro la testa, facendosi cadere qualche goccia di acqua e aceto negli occhi. Il liquido pizzicava
molto e lo fece lacrimare per il dolore bruciante, ma sort leffetto desiderato e lo riscosse
dallintontimento della stanchezza.
Che ne pensi, signore?, bisbigli Rullo, fissando truce Magadubno, poco pi avanti rispetto
alla colonna. Ti fidi di lui?
Di Magadubno?, Figulo si sfreg gli occhi. Non vedo perch non dovrei.
Rullo grugn. Vorrei poter dire lo stesso, signore. Non dimenticare che  nato qui. Pugnalare
alle spalle  tipico di questa feccia. Con tutte le trib e fazioni che hanno, signore, a combattersi in
eterno per la terra e le donne.
Abbass la voce, attento a evitare che la guida li sentisse. Se cresci circondato da nemici,
impari ad avere gli occhi anche dietro la testa.  questo che rende i Britanni pi pericolosi dei Germani.
Credimi sulla parola, ne ho combattuti a bizzeffe di entrambi.
Figulo osserv il veterano. Eri sulla frontiera del Reno?
Mi sono arruolato poco dopo che la legione era stata trasferita l. Allepoca il legato era lo zio
del tribuno Vitellio. Vedevo suo nipote correre per laccampamento quandera ragazzino. Adesso  lui
che comanda tutta quella cazzo di legione. O almeno, quel che ne rimane sul continente. Scosse la
testa. Ho passato ventidue anni nelle legioni. A conti fatti, pi di met della mia vita, signore. Unaltra
campagna e dovr andare in pensione.
E allora che farai?.
Rullo riflett per un istante. A essere sincero non ci ho ancora pensato davvero, signore. Non
ho conosciuto altro dal giorno in cui sono entrato nellufficio di arruolamento a Tusculum, ragazzino
imberbe che ero. Forse comprer un appezzamento di terra da qualche parte. Mi sistemer con una
puttanella carina e una vigna tutta mia. Chi lo sa?.
Qui in Britannia?, domand Figulo.
Di, no!, Rullo sembrava inorridito. Chi vorrebbe vivere in questo buco merdoso?.
Ah, non  poi cos male, ribatt Figulo allegro. Un tempo del cazzo, te lo concedo. Ma c
un sacco di buona carne e birra decente, e le donne saranno anche brutte ma a letto non sono malaccio.
Questo  parlare da gallo!.
Figulo sogghign. Prima che potesse rispondere, la colonna si arrest di colpo e guardando
avanti vide che Magadubno si era fermato. Super rigido lo schieramento, sentendosi le gambe due
volte pi pesanti di quando avevano iniziato la marcia. Non aveva idea di quanto ancora dovessero
proseguire.
Perch cazzo ci siamo fermati stavolta?, si lament Silo con luomo accanto a lui mentre
Figulo gli passava accanto. Questi lanci al legionario unocchiata fredda, prima di accostarsi a
Magadubno, poco distante dal fianco della colonna. La guida fissava dritto davanti a s, esaminando la
fitta foresta di fronte ai Romani.
Credevo di aver visto qualcosa, disse, nel suo latino dal forte accento, voltandosi a incontrare
lo sguardo interrogativo del gallo.
Figulo sent una fitta di ansia nel petto. Dove?
Avanti.
Figulo strinse gli occhi nelloscurit e grugn: Non vedo niente.
Cattivi spiriti qui, sa, lo avvert Magadubno. Dobbiamo proseguire, in fretta.
Figulo rinfoder la spada e costrinse i muscoli irrigiditi a rilassarsi. Diede lordine agli uomini
di rimettersi in marcia e prosegu qualche passo avanti alla colonna, con Magadubno che gli
camminava al fianco.
Tu sembri pi uno di noi che un romano, osserv la guida mentre procedevano a fatica nella
fitta foresta. Non vieni dallItalia, vero?.
Figulo scosse la testa. Sono nato a Lutetia.
Un celta della trib degli Edui?. Avvert una nota di sorpresa nella voce della guida che lo
fissava con curiosit. Se posso chiederlo, come sei finito al servizio di Roma e delle sue legioni?.
Figulo arricci le labbra e guard dritto davanti a s. Mio nonno Parisiaco era un guerriero
della trib. Partecip alla rivolta contro Roma. Ma furono sconfitti e, la voce gli venne meno e
chiuse gli occhi un istante.
Che accadde?, chiese Magadubno in un sussurro.
Figulo si gir verso di lui ed espir pesantemente. Mor. Se ne stette per anni nascosto nella
foresta, agit una mano verso i boschi circostanti.
Simile a questa, ora che ci penso. Lho visto una volta sola, proprio prima che morisse a casa
dei miei genitori. Di un pallore malato e prossimo alla morte, allungato su un rotolo di coperte.
Maledisse Roma con lultimo respiro.
Mi dispiace, mormor Magadubno.
Dopodich la maggior parte degli uomini nella nostra cittadina si schier con Roma. Sapevano
di essere stati battuti e che non sarebbero tornati mai pi alla vita di un tempo. Mio padre serv nella
cavalleria ausiliaria. Fu testimone delle azioni in Moesia e sul Reno. Serv i suoi venticinque anni e
ottenne la cittadinanza romana. Mi ha cresciuto per essere come lui. Altri bambini venivano su
ascoltando le storie su Vercingetorige, ma io sentivo quelle sui grandi soldati delle legioni. Si strinse
nelle spalle. Sembrava una bella vita. Ricevi uno stipendio decente  pi di quanto guadagneresti a
casa, comunque  e giri il mondo. Il giorno che compii diciotto anni, mi arruolai.
Figulo lanci unocchiata a Magadubno. E tu invece?.
Quello si finse perplesso. Io?
Perch ci aiuti a combattere la tua stessa gente?.
Magadubno riflett un istante prima di rispondere. Avevo una fattoria, disse. Vivevo in un
villaggio, non lontano da Vindocladia. Era una vita dura, ma onesta. Poi un giorno il principe guerriero
venne nel nostro villaggio, radun tutti gli uomini giovani e forti e li costrinse a prendere le armi. Per
combattere i Romani, dicevano. Presero il mio primogenito. Non lho pi visto. Non rimase nessuno a
raccogliere le messi. Avvizzirono e morirono e molti nel villaggio soffrivano la fame. Un anno dopo, il
principe ritorn.
Stavolta prese mio figlio pi piccolo. Mor anche lui. Ora il nostro villaggio  scomparso. Alla
nostra gente non rimane pi nulla. Gli trem la voce nellaggiungere: I Durotrigi danno la colpa a
Roma per avere portato la guerra nel nostro paese, ma sono loro che hanno deciso di combattere, che si
sono rifiutati di chiedere la pace. Roma non mi ha tolto i miei figli, le mie messi, mia moglie. Sono stati
i Durotrigi a farlo. Molte volte mi hanno chiesto: Perch combatti per Roma?. A me non importa di
Roma, gallo.
Combatto perch disprezzo i Durotrigi.
Distolse rapido lo sguardo e Figulo sent una fitta di piet per Magadubno.
Nonostante non fosse colpa sua, si trovava in una posizione assurda, costretto a scegliere tra
lavorare per gli uomini che avevano invaso la sua terra e i guerrieri che avevano ucciso la sua famiglia.
Anche se alla fine la Seconda legione fosse riuscita a sottomettere i Durotrigi, Magadubno avrebbe
passato il resto dei suoi giorni nella paura di rappresaglie da parte dei guerrieri che aveva tradito.
Eppure Roma faceva affidamento su uomini del genere per la vittoria, la variegata rete di informatori,
guide, spie e interpreti fondamentali per fornire alle legioni informazioni indispensabili su punti di
forza e debolezze dei nemici.
Seguirono un sentiero accidentato che attraversava la foresta, serpeggiando tra folti boschetti di
frassini e biancospini. A quel punto la nebbia era ormai diventata un velo denso e assumeva un alone
luminoso nella luce che precede lalba. Figulo ordin agli uomini di rimanere in silenzio, per paura che
qualsiasi rumore improvviso potesse rivelare la loro presenza a qualsiasi esercito durotrigio nei paraggi.
Nessuno os aprir bocca, mentre proseguivano nella foresta. Il silenzio era rotto solo dal crepitio di
ramoscelli sotto i piedi e dallo sbuffare dei buoi in retroguardia che tiravano i carri cigolanti lungo la
pista.
Poco dopo la colonna emerse dalla foresta. Era passata lalba adesso e la nebbia si sollevava
piano piano per rivelare unampia pianura accoccolata tra una serie di colline dal dolce pendio.
Magadubno si ferm e indic un insediamento minore a duecento passi di distanza. Ecco, disse. Il
villaggio, sa.
Figulo fece scorrere lo sguardo sul posto. Una palizzata costruita in modo grossolano
circondava labitato, con dozzine di tetti di paglia a forma di cono e di capanne celtiche visibili al di
sopra dei pali di legno appuntito. Un sentiero grezzo correva dritto dal limitare della foresta alle porte
del villaggio.
Dense cappe di fumo salivano pigramente dai fuochi che bruciavano allinterno.
Rullo si accost a Figulo. E adesso, signore?, sussurr.
Per di qua, disse Magadubno, facendo cenno che continuassero verso le porte. Incontriamo
il capo. Ci aspetta, sa.
Rullo fece una smorfia e sput per terra. Lanci uno sguardo a Figulo, la fronte increspata da un
fiero cipiglio.  una cazzata, ripeto. Dovremmo fare lo scambio qui allaperto, signore. Dovrebbe
avvenire alle nostre condizioni, non alle sue.
Magadubno scosse la testa. Temo non fossero questi gli accordi con il legato Celere: prima il
grano, poi i prigionieri.
Non mi piace, signore, protest Rullo.
Figulo riflett per un momento. A quanto poteva vedere, cera una sola via per entrare e uscire
dal villaggio. Se accettava, una volta radunati allinterno sarebbe stato facile intrappolare i suoi uomini.
Poi ricord a se stesso che quelle persone erano civili affamati e disperati, spinti a scendere a patti con
lodiato nemico per sottrarsi alla fame. Dubitava che gente simile avrebbe costituito una vera minaccia
per quaranta soldati romani armati.
Molto bene, disse a Magadubno.
Ma, signore, cominci Rullo.
Figulo lo interruppe. Non abbiamo scelta. Il loro capo ha i prigionieri. Pu fare tutte le
richieste che vuole. Si gir verso Magadubno. Fallo chiamare.
Digli che non appena dar lordine faremo entrare i carri di grano nel villaggio.
Con un rapido sorriso, Magadubno si volt e corse gi per la pista. Figulo lo guard affrettarsi a
entrare nellinsediamento. Passarono diversi minuti.
Poi, ricomparve alle porte accanto a un uomo dallaria fragile con una fluente chioma grigia e la
barba raccolta in ciuffi, accompagnato da un paio di guardie del corpo. Attese, esitante, sulla soglia,
mentre Magadubno faceva cenno alla colonna romana di avvicinarsi. Subito Figulo si gir verso gli
uomini e diede ordine di avanzare verso il villaggio, e laria immobile del mattino si riemp del soffice
tonfo di stivali sullerba e del tintinnio di pendagli di metallo dondolanti alla cintura di ciascun soldato.
Quando Figulo raggiunse lentrata, Magadubno si fece avanti e indic luomo al suo fianco.
Vi presento Brigotino, capo di questo insediamento.
Figulo salut con un brusco cenno del capo. Centurione provvisorio Orazio Figulo della Sesta
centuria, Quinta coorte. Questi sono i miei uomini.
Sono stato inviato dal legato, Lucio Eliano Celere, per adempiere alla nostra parte del
contratto.
Brigotino inarc un sopracciglio, sorpreso dalla padronanza del suo idioma dimostrata da
Figulo. Parli la lingua della mia gente. Ne sono colpito. Ero stato indotto a credere che i Romani non
perdessero tempo a imparare il linguaggio dei popoli che desiderano governare.
Non siamo tutti uguali, replic Figulo.
Il capo grugn. Con quella postura ingobbita e gli zigomi incavati, il suo aspetto ispirava
compassione. Dalle molte cicatrici sul petto Figulo argu che in passato fosse stato un prode guerriero;
ma let e anni di stenti lavevano ridotto a una pallida ombra del se stesso di un tempo. Brigotino gli
sorrise, aprendo le labbra per rivelare una serie di denti gialli e storti che gli fecero tornare in mente le
lapidi viste nei luoghi di sepoltura dei nativi sul continente. Il capo borbott qualcosa verso Magadubno
nel suo dialetto.
Che ha detto, signore?, domand Rullo.
Magadubno rispose per il capo: Brigotino desidera assicurarvi che i prigionieri romani sono in
buona salute. Dice che sono stati trattati bene.
Spera che questo convincer il vostro legato a proteggere la sua gente dai guerrieri durotrigi.
Magadubno si sporse verso i Romani e abbass la voce, parlando in latino. Detto tra noi, il capo teme
ritorsioni. Se i guerrieri scoprono lo scambio, di sicuro puniranno questa gente e raderanno al suolo il villaggio.
Perch cazzo dovrebbero farlo?, sbott Rullo. Sono tutti Britanni.
Significa che stanno tutti dalla stessa parte.
Non proprio, lo corresse la guida. Noi Durotrigi non siamo una sola trib, ma molte trib
pi piccole basate su legami di sangue. Gli esuli del continente appartengono a una trib diversa da
quella degli abitanti del villaggio.
Ma combattete tutti contro Roma, replic aspro Rullo.
Vero, ammise. Ma ti assicuro, romano, che la nostra gente ha combattuto gli uni contro gli
altri da molto prima che i vostri uomini arrivassero sulle nostre coste.  vero che linvasione ha unito le
trib per opporsi a Roma. Ma se i guerrieri scoprono che i prigionieri sono stati scambiati con il cibo,
non risparmieranno nessuno. Tratteranno gli abitanti con la stessa durezza che userebbero verso i
soldati romani. Forse anche peggio.
Rullo grugn, scettico.
Magadubno ha ragione, intervenne Figulo. I Durotrigi detestano i traditori anche pi di
quanto odino noi. Se scoprono cosa ha fatto Brigotino, tortureranno e uccideranno tutti nel villaggio.
Non  un nostro problema, per, giusto?, ribatt Rullo. La nostra missione  controllare lo
scambio e riportare i prigionieri a casa sani e salvi.
Figulo annu riluttante e url alla colonna di entrare nel villaggio. Assegn a Silo e a un altro
soldato, Postumo, il compito di montare la guardia oltre la soglia, ragionando che se ci fosse stato
qualsiasi segno di pericolo i due sarebbero potuti andare in cerca di aiuto. E mettendo Silo di sentinella
poteva tenerlo lontano da Bleso e impedire che il cattivo sangue che correva tra i due sfociasse in uno
scontro fisico. Figulo segu Magadubno, tenendo il palmo sul pomo della spada. Pens che la guida
sembrava agitata. Continuava a muovere gli occhi a destra e a sinistra, esaminando le colline che
fiancheggiavano il villaggio, come in cerca di qualcosa.
Una folla di uomini e donne dallaria affamata si radun fuori delle capanne di fango e graticci
per accogliere i Romani con sguardi gelidi ed espressioni di profondo disprezzo. Figulo not che alcuni
erano ancora pi magri dei guerrieri che aveva incontrato il giorno prima sulla spiaggia. I bambini
smisero di giocare e li fissarono. Molte persone posarono gli occhi affamati sui carri di grano alla
retroguardia e per un attimo Figulo temette che la colonna sarebbe stata assediata dalla massa famelica.
Mentre si faceva strada tra loro si rese conto allimprovviso che non si udivano affatto i belati di
armenti usuali nei villaggi celtici. Poi, scorse un cane che arrostiva su uno spiedo a fuoco vivo e gli si torse lo stomaco. Quella gente si era ridotta a uccidere i propri
animali domestici per mangiare. Non cera da stupirsi che il capo fosse stato tanto bendisposto a
liberare i prigionieri, pens. Il suo popolo era a un passo dal morire di fame.
Magadubno si ferm nel bel mezzo del villaggio, davanti a un grande edificio circolare con un
recinto per il bestiame sul lato orientale. Dalla parte dellabitato cerano una dozzina di capanne per i
viveri, dove di solito veniva immagazzinato il grano durante i crudi mesi invernali. Adesso erano vuote,
testimoni della situazione disperata in cui versavano gli abitanti del villaggio.
Brigotino si gir verso Figulo e indic con il capo i carri.
Di ai tuoi uomini di scaricare il grano qui. Una volta che i miei avranno controllato che non
manca nemmeno un moggio, consegneremo i prigionieri.
Figulo scosse la testa. Prima voglio vedere i prigionieri.
Il volto avvizzito di Brigotino si aggrott in un intenso cipiglio. Non erano questi i patti,
romano. Ti suggerisco di fare come dico.
Figulo rispose nella lingua natia del capo: Io prendo ordini solo dal mio centurione, dal legato
e dallimperatore di Roma. Non da quelli come te. E
non permetter ai miei uomini di iniziare a scaricare il grano se prima non avr la prova che i
prigionieri sono vivi.
Il capo sospir pesantemente. Molto bene. Come desideri.
Fece un cenno a uno dei suoi uomini. Mentre quello avanzava verso il recinto del bestiame,
Figulo si concesse un lieve respiro di sollievo. Lo scambio era quasi completato. Una volta che i suoi
avessero finito di scaricare il grano e fossero stati radunati tutti i prigionieri, il suo distaccamento
avrebbe potuto intraprendere il lungo viaggio di ritorno allaccampamento mobile. Si lecc le labbra al
pensiero del tepore della tenda e della cena calda che lo aspettava.
La guardia aveva quasi raggiunto il recinto quando un grido squarci laria.
Figulo si gir di scatto verso le porte. Vide Silo e Postumo superare di corsa le capanne e
precipitarsi verso di lui, gli occhi sgranati dal terrore e le facce bianche come cenci. Postumo lo
raggiunse appena prima del commilitone, con il sudore che gli colava sulla fronte.
Che succede?, domand Figulo.
Devono essere un centinaio, signore, disse tra un respiro affannoso e laltro.
Chi?, abbai Figulo, dun tratto furibondo con quelluomo. La sua agitazione stava
seminando il panico tra gli altri soldati. Di che cazzo parli?.
Postumo riprese fiato. Durotrigi, signore. Armati. Indic la collina oltre le mura dellabitato.
Apparsi dal nulla. Vengono dritti verso di noi.
Figulo sent rizzarsi i capelli sulla nuca. Accanto a lui, Brigotino tremava visibilmente ed era
sbiancato in volto. Traditi!, bisbigli gelido il capo.
Siamo stati traditi!. Guard truce Magadubno.
La guida cambi posizione. Figulo stava per interrogarlo quando uno strillo acuto infranse laria
e lui si gir di nuovo verso lentrata appena in tempo per vedere un gran numero di giavellotti volare
oltre le palizzate e abbattersi sul villaggio. Uno trafisse Silo alla schiena. Il legionario ebbe uno spasmo
e lanci un urlo di agonia quasi inumano. Le sue grida furono presto sopraffatte dal ruggito rauco che
proveniva dallesterno. Gli uomini della Sesta centuria alzarono simultaneamente lo sguardo dal
legionario colpito e videro una massa brulicante di guerrieri durotrigi poco lontano dallabitato che si
precipitavano contro le porte.
Da dove cazzo arrivano?, ringhi Figulo, sfoderando la spada.
Brigotino accanto a lui strinse forte i pugni. Qualcuno deve avergli detto del nostro piano.
Sono venuti per punirci. Aveva unespressione di paura negli occhi. Ci uccideranno tutti.
...
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...
CAPITOLO OTTO.
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...
Non cera tempo per disporre gli uomini. I Durotrigi erano ormai vicinissimi e dopo pochi
istanti irruppero nel villaggio con ritmo forsennato: uomini tozzi con semplici pantaloni di tela e capelli
ispidi. Alcuni erano armati di lance mentre altri brandivano spade e asce da battaglia. Uno dei guerrieri
balz avanti dal gruppo e scagli la sua ascia sullabitante del villaggio che gli era pi vicino. Luomo
emise un atroce grido di dolore quando la lama lo colp sulla testa sfondandogli il cranio. Cadde a terra
con il sangue che gli sgorgava dalla testa mentre i guerrieri, passando oltre il suo corpo senza vita, si
aprirono a ventaglio sparpagliandosi nel villaggio, con le facce stravolte dalla rabbia.
Uomini, a me!, url Figulo con tutto il fiato che aveva in corpo. ORA!.
Ma le sue parole si persero tra le urla e le grida degli abitanti del villaggio, mentre i Durotrigi li
attaccavano e li abbattevano in un turbinio furioso di asce e spade. Donne terrorizzate afferrarono i loro
figli nascondendosi nelle capanne, nel disperato tentativo di sfuggire al nemico. Al tempo stesso, il
corpo principale dei Durotrigi attacc direttamente la colonna di Romani che si stava formando al
centro dellinsediamento. Irrigidendo i muscoli, Figulo sguain la spada, puntandola verso lo sciame
dei Britanni che avanzava:
Sesta centuria!, grid. Allattacco!.
Corse verso il nemico, stringendo con forza lo scudo e i suoi uomini attaccarono al suo fianco.
Mentre si avvicinava sempre di pi alla furiosa orda avversaria, Figulo riusciva a sentire il cuore che gli
batteva nel petto.
Afferrando saldamente la spada con la mano destra, balz verso un robusto Britanno che aveva
una torque di ferro attorno al collo. Il guerriero punt la spada verso la gola del gallo con un ringhio
furioso. Figulo si pieg prontamente dietro lo scudo bloccando lattacco. Un tremito gli corse su per
lavambraccio quando la spada del nemico colp il bordo di ferro dello scudo. Figulo si lanci in avanti
cercando di pugnalare il Britanno alla gola con la spada corta. Il guerriero vide la punta lucente arrivare
verso di lui allultimo momento e, con destrezza, si spost di lato. Si lasci sfuggire un grido a denti
stretti quando la lama gli lacer il muscolo della spalla stridendo contro losso. Luomo indietreggi,
tenendosi la ferita con la mano e maledicendo il gallo nella sua lingua madre.
Scuotendo la testa il guerriero si lanci di nuovo contro Figulo, questa volta gli assest un calcio contro il fondo dello scudo in modo da farlo inclinare e lasciare, cos, il
torace del gallo senza protezione. Il guerriero mir nuovamente alla gola. Figulo si pieg sulle gambe
evitando per un pelo la lama. Nella foga dellattacco, il guerriero rimase sbilanciato in avanti, a quel
punto Figulo, alzandosi in punta di piedi, riusc a infilare la spada nellinguine dellavversario. Luomo
boccheggi. Subito il sangue gli macchi i pantaloni. Figulo rigir la spada lacerandogli lintestino.
Luomo emise un flebile lamento. Il gallo liber la spada con un grugnito, sentendo un brivido caldo
scorrergli nelle vene mentre il durotrigio cadeva a terra.
Madido di sudore, Figulo si guard intorno osservando la battaglia che infuriava nel villaggio. I
soldati romani erano riusciti a mettersi in formazione sia alla sua destra che alla sua sinistra e stavano
attaccando i Durotrigi con una serie di azioni coordinate di affondi e parate. In quellistante, Figulo
sent un grido impressionante provenire da destra e, voltandosi, vide un gruppo di predoni durotrigi
saltare fuori da dietro i granai. Un brivido gli corse lungo la schiena quando si rese conto che alcuni
guerrieri erano riusciti a strisciare, non visti, intorno al villaggio e adesso si riversavano sui Romani
con furia selvaggia, uccidendo gli uomini pi vicini a loro in un turbinio accecante di asce e spade. In
mezzo a quella confusione, Figulo scorse un soldato scaraventato a terra da un Britanno che portava
una pelle di lupo avvolta intorno al collo. Il britanno volt il legionario sulla schiena e alz la lunga
spada sopra la testa prima di sferrare il colpo con un grugnito strozzato. Il romano url per chiedere
aiuto ma il suo grido fu subito soffocato dalla spada che gli trafiggeva la gola.
Sopraffatto da una rabbia furiosa, Figulo attacc immediatamente il britanno trafiggendogli il
fianco. Riusc a sentire la punta della spada che rimbalzava sulle costole del nemico. Mentre lo
guardava cadere, Figulo ud un lieve sibilo alle spalle e con la coda dellocchio intravide un tenue
bagliore. Voltandosi, vide un uomo gigantesco che impugnava unenorme ascia con entrambe le mani.
Allultimo istante riusc a evitare il colpo proteggendosi con lo scudo. Lascia si incastr nella
superfice legnosa con un terribile schianto. Ringhiando per la rabbia, il durotrigio liber lascia con uno
strattone talmente forte da strappare di mano lo scudo al gallo. Senza pi protezione, Figulo pugnal il
suo avversario alla coscia. Il Britanno non mostr alcun segno di dolore e lo colp con un calcio allo
stomaco. Figulo cadde a terra sulla schiena rimanendo senza fiato per il dolore e la spada gli sfugg di mano.
Sollevando lo sguardo vide il guerriero che incombeva su di lui e riusc a sentirne lalito ripugnante quando luomo digrign i denti. Le sue labbra segnate dalle cicatrici
si contorsero in un sorriso sinistro. Il guerriero celta sollev lentamente la pesante ascia sopra la testa
pronto a sferrare il colpo mortale. Un gelido terrore si impadron di Figulo. Stava per morire. In questo
miserabile angolo dellimpero.
Poi ud un ringhio alle spalle del nemico. Anche il Britanno lo sent e fece per voltarsi. Figulo
scorse il bagliore del metallo diretto verso le possenti spalle delluomo e vide Bleso affondargli la
spada nel collo. Il Durotrigio fu scosso dalle convulsioni quando la spada gli perfor la gola. Rimase in
piedi ancora un attimo, con il sangue che gli zampillava dalla bocca, mentre con gli occhi ormai spenti
guardava la punta di metallo che gli spuntava dalla gola.
Cerc invano di tamponare la ferita con le mani, poi Bleso estrasse la spada e le gambe del
Durotrigio cedettero. Luomo cadde a terra in un lago di sangue accanto a Figulo. Bleso incombeva sul
Britanno senza vita, ansimando, in cerca del prossimo nemico da uccidere.
Avanti, bastardi!, tuon con tutto il fiato che aveva. A chi tocca adesso?.
Un altro guerriero aggred il legionario ma Bleso reag istantaneamente e con un movimento
rapido riusc a squarciargli la pancia. Poi attacc un terzo Durotrigio colpendolo alla testa prima che
riuscisse a infilzarlo con la spada.
Bleso sembrava determinato a sconfiggere da solo il gruppo di nemici che li aveva colti di
sorpresa. I Durotrigi abituati alla classica formazione romana, un solido muro di uomini accucciati
dietro i loro scudi, rimasero spiazzati alla vista di questo romano che penetrava con impeto nei loro
ranghi e si sparpagliarono in piccoli gruppi. Figulo raccolse la spada e lo scudo e si rialz per unirsi a
Bleso. I due massici soldati combattevano ora fianco a fianco per respingere lattacco nemico.
Un lavoraccio, vero capo?, disse Bleso con un sorriso.
Sar anche peggio. Figulo abbatt un altro nemico. Si volt verso il granaio in cerca degli
altri guerrieri e unondata di panico gli strinse la gola:
Cazzo! I prigionieri!.
Tre Durotrigi, approfittando della confusione, si stavano dirigendo verso il recinto del bestiame.
Figulo afferr i due soldati pi vicini a lui, Helva e Postumo, e, indicando loro il recinto, disse: Voi
due, venite con me!.
Mentre si avvicinavano, sentirono il tanfo putrido proveniente dalle pareti di salice intrecciato
del recinto. Ricacciando indietro il vomito, Figulo forz il cancello e si precipit dentro. Vide i
massicci Durotrigi attaccare i prigionieri incatenati, le loro spade risplendevano nella luce polverosa
mentre si preparavano a eliminare i Romani gi prostrati dalla prigionia. Mentre Bleso e Helva si
gettavano sugli altri due, Figulo si lanci verso il guerriero pi vicino colpendolo violentemente alla
schiena. Ud, con una certa soddisfazione, lo scricchiolio causato dallo scudo sulla spina dorsale del
nemico. Il Durotrigio emise un rantolo di dolore mentre la forza del colpo lo fece cadere sul pavimento
ricoperto di paglia. Figulo balz in avanti e pugnal luomo in mezzo alle spalle impedendogli di
raggiungere la spada che gli era caduta.
Voltandosi a destra, vide Helva impegnato in una lotta disperata con un altro guerriero celta. Il
Britanno aveva allontanato con un calcio la spada e lo scudo del Romano e lo teneva per la gola con le
mani deformate dalle cicatrici. Helva lottava per respirare mentre il Durotrigio lo spingeva contro le
pareti del recinto. In un lampo di lucidit, il giovane legionario riusc a sguainare il pugnale che aveva
nel cinturone e a colpire pi volte il guerriero al fianco. Il guerriero celta continu nel tentativo di
strangolare lavversario anche se il sangue gli usciva a fiotti dallo stomaco. Helva lo pugnal
ripetutamente. Dopo un paio di secondi il guerriero cadde a terra, maledicendo il legionario con il
sangue che gli usciva dalla bocca. Figulo lo fin con un rapido colpo al collo. Helva rimase immobile a
guardarsi le mani tremanti. La sua spavalderia era stata spazzata via dallorribile visione delluomo che
giaceva ai suoi piedi.
Lho ucciso, disse Helva sommesso. Ho ucciso un uomo.
Solo in quel momento Figulo si rese conto dello stato pietoso dei prigionieri. Le logore tuniche
dellesercito pendevano come stracci sui loro corpi scheletrici, la pelle ricopriva i loro visi smunti e
scavati. Quello squallido recinto puzzava di urina, escrementi e sudore. Anche solo respirare l dentro
gli faceva venire voglia di vomitare. La paglia era intrisa di sangue e feci. Pesanti catene bloccavano i
polsi e le caviglie macilente e una catena, ancora pi grande, legava insieme i prigionieri. Figulo not
con tristezza che ad alcuni prigionieri mancavano i denti. Uno di loro aveva dei monconi al posto delle
dita. Il gallo rabbrivid al pensiero delle inimmaginabili sofferenze che questi uomini avevano patito
negli ultimi mesi. Li cont velocemente, dodici, e si rivolse a Helva.
Sembra che ci siano tutti. Aiuta questi uomini a uscire, ragazzo.
Helva rispose con un vago cenno del capo.
Adesso Helva!, tuon Figulo.
Mentre i due legionari aiutavano i prigionieri ad alzarsi e camminare, Figulo usc di corsa dal
recinto. L vicino scorse i corpi insanguinati di molti abitanti del villaggio e una fitta di dolore gli strinse il cuore: che atroce punizione avevano subito per il
loro presunto tradimento verso la nobile causa dei Durotrigi! Pass oltre quella distesa di corpi e si
diresse verso il centro della battaglia. Ormai gli uomini della Sesta centuria, spronati dal
comportamento di Rullo e Bleso, stavano respingendo i Durotrigi, ormai sfiancati dalla feroce
opposizione dei Romani al loro attacco. La terra era intrisa di sangue e Figulo quasi scivol mentre
riprendeva il suo posto nella formazione accanto a Rullo, infilando la spada nellocchio di uno dei
Durotrigi che si trovava a pochi centimetri dal suo scudo.
Dietro le file dei nemici, Figulo scorse un uomo che cavalcava avanti e indietro. Indossava un
lungo mantello nero e aveva un cappuccio calato sul pallido viso. Un druido, si rese conto Figulo con
un brivido. Il druido sembrava essere a capo dei Durotrigi, e li incitava ad avanzare. Ma nonostante le
sue esortazioni, i suoi guerrieri cominciavano ad arretrare, sfiniti e spaventati dalla ferocia dei loro
avversari. Vedendo che i Romani erano ormai vicini alla vittoria, Figulo sent che il petto gli si
gonfiava per lorgoglio. Url ai suoi uomini di mantenere le posizioni mentre ricacciavano indietro il
nemico. Man mano che vedevano i compagni morire, i Durotrigi indietreggiavano sempre di pi,
allontanandosi dalla battaglia e fuggendo dal villaggio.
Forza ragazzi!, rugg Figulo, cercando di farsi sentire sopra il clamore delle armi. Li
abbiamo fatti battere in ritirata! Finiamo il lavoro!.
Vedendo che i loro compagni si ritiravano, anche il corpo principale dei Durotrigi ruppe le fila e
si diede alla fuga. La battaglia divenne un caotico si salvi chi pu quando i soldati romani si gettarono
sui Durotrigi in fuga, uccidendone molti prima che riuscissero a mettersi in salvo. Il druido mantenne la
sua posizione allingresso del villaggio ordinando ai suoi uomini di restare a combattere, ma i suoi
ordini vennero per lo pi ignorati. I guerrieri rimasti erano indecisi se ubbidire al comandante, andando
in contro a una morte onorevole per mano dei Romani, o subire lumiliazione della sconfitta e ritirarsi.
Molti scelsero la morte, e Figulo e i suoi uomini erano ansiosi di accontentarli. Vedendo che ormai
tutto era perduto, il druido affond i talloni nei fianchi del cavallo e scapp accompagnato da un
manipolo di guerrieri che correva al suo fianco.
A Figulo dolevano le braccia per lo sforzo sostenuto in combattimento. Si rivolse a Rullo: Ti
lascio il comando. Uccidete tutti i feriti. Non possiamo permetterci di portare con noi dei prigionieri.
Quando avete finito, ordina agli uomini di mettersi in colonna e prepararsi al rientro.
Rullo si asciug il sudore dagli occhi: Dove vai, signore?
Figulo indic il druido che stava scappando. Alcuni di quei bastardi stanno fuggendo. E noi
non possiamo permetterlo, non trovi?
Rullo fece un ampio sorriso. Figulo radun un pugno di soldati e si gett allinseguimento del
druido. Il sangue gli pulsava nelle vene. A dispetto del tempo gelido sudava copiosamente e, mentre
correva, sentiva i muscoli delle gambe che gli dolevano per le fatiche delle ore precedenti. Costrinse il
suo corpo distrutto a proseguire, sorretto solo dalla forza di volont e dal desiderio ossessivo di
catturare e uccidere il druido, spronato dalle immagini delle donne e dei bambini massacrati. A poca
distanza, davanti a loro, i guerrieri che correvano a fianco del druido si fermarono allimprovviso e si
voltarono per affrontare gli inseguitori romani, mentre il loro comandante fuggiva su per la collina in
sella al cavallo nero.
Sei mio!, abbai a Figulo un tozzo Durotrigio che impugnava una mazza di legno.
Balz verso il gallo con una velocit sorprendente e schiv una pugnalata di Figulo prima di
fargli volare via lo scudo con un calcio e assestargli un colpo di mazza sullelmo. A Figulo si annebbi
per un attimo la vista e un dolore acuto si propag nel suo cranio. Ebbe a malapena il tempo di
riprendersi prima che il guerriero celta gli sferrasse una nuova mazzata. Un terribile dolore gli esplose
in testa quando la fascia di metallo che circondava lestremit della mazza colp il paraguance.
Figulo barcoll allindietro, scuotendo la testa intontita. Sent qualcosa di caldo e salato in
bocca. Sputava sangue ma cerc ugualmente di colpire il suo avversario con la spada. Il suo movimento
fu troppo lento e goffo e il guerriero nemico schiv il suo attacco con facilit, preparandosi ad
assestargli un terzo colpo. Questa volta per, Figulo anticip il movimento e, raccogliendo fino
allultimo briciolo di energia che gli restava, riusc a proteggersi con lo scudo che fece poi ricadere sul
piede nudo dellavversario.
Luomo url di dolore quando lestremit metallica dello scudo gli spezz le dita. Con un
movimento fulmineo Figulo si lanci contro il guerriero riuscendo ad affondargli la lama nello stomaco
fino allimpugnatura. Luomo si contorse in uno spasmo. Figulo liber la spada e il sangue si rivers a
fiotti sui suoi piedi. Estraendo la spada, si guard intorno alla ricerca di nemici, ma non era rimasto
nessuno. Gli altri soldati avevano ucciso i Durotrigi con efficienza disumana. Restava solo il druido.
Ud il suono degli zoccoli sulla terra bagnata. Volt lo sguardo appena in tempo per vedere il
druido che galoppava verso la cima della collina.
Bruciava di rabbia. Il druido era gi troppo lontano. Stava scappando e lui non poteva
impedirglielo. Giunto in vetta alla collina, il druido stratton le redini del suo cavallo fermandolo di
colpo. Si gir sulla sella e guard indietro verso il gallo sorridendogli compiaciuto come per prenderlo
in giro.
Il cappuccio del mantello gli era caduto dalla testa rivelando un viso orribilmente sfigurato con
cortissimi capelli color gesso. Poi Figulo not un marchio sulla sua fronte pallida: un tatuaggio a forma
di mezzaluna. Il druido lo fiss con aria minacciosa prima di voltarsi e affondare nuovamente i talloni
nei fianchi del cavallo. In pochi istanti scomparve dalla vista dietro la collina. Un paio di soldati
partirono al suo inseguimento ma Figulo li richiam con un cenno della mano.
 troppo tardi ragazzi, ansim scuotendo la testa, se n andato.
Ritorn verso il villaggio camminando a fatica, sentiva un enorme peso opprimergli il petto.
Avrebbe dovuto crogiolarsi nella calda sensazione della vittoria, dopo tutto i suoi uomini erano
sopravvissuti a unimboscata, avevano salvato i prigionieri e la vita di molti degli abitanti del villaggio,
eppure sentiva solo lacuto dolore del fallimento. Il druido era fuggito, dozzine di abitanti erano stati
trucidati e molti dei suoi uomini erano morti.
Erano stati attirati in una trappola e avevano pagato un prezzo terribile.
Arrivato allingresso cerc Rullo e lo trov vicino alledificio principale impegnato a
organizzare i soldati sopravvissuti e a sistemarli in formazione di marcia. Molti erano rimasti feriti in
battaglia, Figulo ordin che quelli che stavano abbastanza bene per camminare prendessero posto nella
colonna mentre i pi gravi, quelli troppo menomati, fossero trasportati su barelle improvvisate nel carro
di coda. Diede istruzioni di scaricare i cesti con il grano per fare posto ai soldati feriti. Alcuni di loro
erano ridotti cos male che Figulo dubitava sarebbero sopravvissuti al viaggio di ritorno attraverso gli
acquitrini.
Dovremmo partire subito, signore, disse Rullo appena i soldati feriti furono caricati sul carro.
Indicando le colline, aggiunse: Non ci vorr molto prima che quelli che sono riusciti a fuggire tornino
con i rinforzi.
Figulo annu. Scrut il villaggio accigliandosi: Dov Magadubno?.
Rullo, con un cenno della testa, indic due soldati che stavano malmenando la guida. Uno dei
nostri ragazzi ha catturato il bastardo mentre tentava di fuggire. Lo ha acciuffato prima che riuscisse a
filarsela.
Figulo si gratt la guancia. Ma  perch stava scappando?
Non  ovvio?, grugn Rullo.  stato lui ad attirarci in questa trappola, signore.
Bugiardo!, grid furioso Magadubno sentendo le parole del veterano. I soldati lo trascinarono
in fondo alla colonna. Giuro sugli di che io non lavoro per nessun altro a parte il vostro legato!
Rullo sput. Qualcuno ha detto a quella marmaglia che saremmo stati qui.
E non  stato il capo del villaggio a venderci. Lanci uno sguardo torvo alla guida e poi si
rivolse a Figulo: Te lo dico io: questo qui lavora per il nemico.
Magadubno tremava e fissava Figulo con occhi spalancati e imploranti. Ti prego. Ti supplico.
Non avevo idea che fosse una trappola. Devi credermi....
Carogna bugiarda, lo interruppe Rullo, uccidiamolo subito e facciamola finita.
Figulo ci pens su: nonostante i suoi sospetti, non cerano prove tangibili che Magadubno
avesse cospirato con i Durotrigi. Dopotutto, quelluomo era una delle guide pi fidate del legato.
Poteva permettersi di ucciderlo per un semplice sospetto? Scosse la testa.
Lasceremo che sia il legato a decidere cosa fare di lui una volta tornati, disse. Poi si rivolse al
soldato che sapeva essere il pi efferato della centuria.
Tiberio Culleo.
Signore?.
Figulo indic la guida. Tienilo docchio.
Culleo sorrise. Con piacere, signore.
Brigotino si avvicin. Che ne sar della mia gente?, chiese indicando la folla tremante. Non
puoi abbandonarci, romano. Sai bene che appena ve ne sarete andati i guerrieri torneranno. Noi vi
abbiamo consegnato i prigionieri come daccordo, adesso voi dovete aiutarci.
Figulo fiss il capo del villaggio con sguardo gelido. Mi dispiace ma non possiamo fare
nientaltro per voi. Ho degli ordini. Devo riportare subito i prigionieri al campo. Non possiamo stare
qui a difendere la tua gente.
Brigotino era esterrefatto. Ma quando i Durotrigi torneranno ci uccideranno tutti. Nessuno sar
risparmiato.
Laccordo era per il grano, rispose Figulo.
Brigotino rise debolmente: Il grano non ci servir a niente da morti, romano.
Figulo strinse i denti e rivolse lo sguardo agli abitanti: avevano sul viso unespressione di muto
terrore a causa della carneficina alla quale avevano appena assistito. In cuor suo sapeva che non poteva
abbandonare quella gente al suo triste destino. Sospirando si volt di nuovo verso il capo.
Potete venire con noi al campo. Non so dirvi di preciso cosa sar di voi una volta arrivati ma almeno cos sarete al sicuro dalle rappresaglie dei Durotrigi.
E dovremmo abbandonare il nostro villaggio? Ma... questa  la nostra casa.
Qui c tutta la nostra vita. Brigotino indic gli abitanti distrutti dal dolore.
Che cosa far la mia gente? Dove andremo?
Figulo si strinse nelle spalle. Sempre meglio che essere fatti a pezzi dal nemico. Se non mi
credi, chiedilo a loro, disse indicando i corpi degli abitanti che giacevano nel terreno fangoso.
Il capo scosse amaramente la testa. Poi ingoiando lorgoglio disse: Molto bene. Dir alla mia
gente che verremo con voi.
Voltando le spalle a Figulo, Brigotino ritorn verso gli abitanti del villaggio, ordinando loro di
raccogliere i miseri averi e di prepararsi a partire al pi presto. Figulo sent la tensione abbandonargli i
muscoli, aveva fatto la cosa giusta. Sapeva che il legato gli avrebbe fatto una bella ramanzina per aver
portato dei civili in un campo militare, ma non gli importava.
Una volta che gli abitanti furono pronti e il grano nuovamente caricato sui carri, Figulo diede
lordine di partire. La colonna romana apriva la fila seguita dai nativi. Marciavano ad andatura
sostenuta, ansiosi di mettere la maggior distanza possibile tra loro e il nemico. Presto il villaggio, ormai
deserto, spar dalla loro vista.
Mentre si avvicinavano alla foresta, Figulo guard indietro verso la collina.
Aveva gi visto il tatuaggio della mezzaluna. Sapeva che era il marchio della Loggia della Luna
Nera, una setta segreta di druidi che predicava un odio delirante contro Roma e inspirava ai suoi
seguaci un incredibile fanatismo, promettendo loro che, se fossero morti combattendo i Romani, si
sarebbero reincarnati. Roma non aveva mai incontrato, in nessuna provincia, una ribellione peggiore di
quella messa in atto dai druidi della Luna Nera. Si pensava che la maggior parte dei membri di quella
setta religiosa fosse stata uccisa durante la campagna dellestate precedente a sud-ovest. Ma se adesso
prosperavano di nuovo sullisola di Vectis, pens Figulo incupito, allora gli uomini della Seconda
legione erano in grave pericolo.
...
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CAPITOLO NOVE.
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...
Basse nuvole grigie ricoprivano il cielo mentre il distaccamento della Sesta centuria marciava
verso il campo nel tardo pomeriggio. Aveva cominciato a piovere poco dopo aver lasciato il villaggio
ed erano avanzati a stento in mezzo alla foresta e agli acquitrini in un lugubre silenzio, con i piedi che
scivolavano nel fango fresco, e la pioggia gelida che colpiva gli elmi e bagnava i loro visi senza sosta.
Figulo non riusciva a ricordare di essere mai stato cos stanco in tutta la sua vita, ogni muscolo del
corpo implorava riposo, ma lui continuava ad andare avanti sorretto dalla ferrea determinazione di
raggiungere la sicurezza del campo prima del tramonto.
Mentre il cielo diventava sempre pi scuro, gli uomini della Sesta centuria trascinavano i loro
corpi sfiniti e doloranti lungo il terrapieno che circondava il campo.
Poco dopo il distaccamento, accompagnato dagli abitanti del villaggio e dalla guida in catene,
attravers le linee di picchetto. Volute di fumo grigio si levavano dai fuochi del campo e a Figulo
venne lacquolina in bocca pregustando un pasto caldo seguito da un sonno ristoratore nella sua
modesta tenda di pelli di capra. Allingresso principale si fece identificare dal centurione di guardia che
li lasci entrare. Magadubno fu consegnato alle guardie personali del legato e il centurione ordin a
Figulo di presentarsi immediatamente dal legato. I prigionieri liberati furono portati allospedale da
campo per essere nutriti e rivestiti, mentre gli abitanti del villaggio furono condotti in unarea recintata,
dove, di solito, venivano tenuti i prigionieri di guerra in attesa di essere interrogati. Molti di loro
avevano unaria afflitta mentre si trascinavano nel recinto sotto lo sguardo vigile delle guardie romane.
Tutto quello che possedevano era stato distrutto e adesso avevano davanti la dura prospettiva di dover
ricominciare da zero. Figulo scosse tristemente la testa ripensando a come linvasione avesse rovinato
la vita a migliaia di persone come quelle che ora aveva davanti, e solo perch i loro capitrib avevano
scelto di combattere una guerra che non potevano vincere contro Roma.
Marci attraverso la via principale che portava alla tenda del legato. Il sole stava tramontando e
disegnava il profilo delle tende contro il cielo colorato di viola. Vedendo arrivare Figulo, le guardie che
stavano davanti alla tenda si spostarono di lato. Il gallo pass in mezzo a loro ed entr.
Siediti, disse Celere con tono aggressivo da dietro il tavolo. Figulo si sedette rigido e rimase a
osservare il legato che faceva colare la cera calda sopra una pergamena. Si percep un odore acre
quando premette sulla cera fusa lanello che portava al dito, sigillando il documento con le insegne
della Seconda legione. Soffi sulla cera per farla indurire poi pass il documento a un attendente in
piedi paziente al suo fianco.
Portami del Falerno, disse Celere. Quello buono.
I suoi occhi piccoli e rotondi seguirono lattendente che si precipit fuori dalla tenda. Poi si
volt verso Figulo, accomodandosi sulla sedia e intrecciando le mani dietro la nuca. Indic una
tavoletta di cera sul tavolo.
Il centurione di turno mi ha appena informato del successo della vostra missione. Mi sembra di
capire che tutti i prigionieri sono tornati sani e salvi.
Figulo annu esitante. Sissignore.
Splendido. Celere rivolse un grande sorriso al gallo. Direi che dobbiamo festeggiare, non
credi? Anche se, si schiar la voce, mi hanno detto che avete avuto dei guai al villaggio.
Figulo annu. Stava andando tutto come previsto quando un gruppo di guerrieri durotrigi 
arrivato proprio mentre stavamo per portare a termine lo scambio.  chiaro che il nemico aveva in
qualche modo scoperto i nostri piani e ha cercato di mandarli a monte.
Celere rifer tutti i dettagli che ricordava sullimboscata. Il legato lo ascolt senza
interromperlo, immobile come una statua greca. Quando Figulo ebbe finito, il suo superiore congiunse
le mani davanti a s e fiss il gallo negli occhi.
Capisco. Grazie per il tuo... intenso resoconto, optio. Celere appoggi le mani sul tavolo di
quercia ed emise un sospiro dal naso affilato. E per quanto riguarda il nostro... amico Magadubno, gli
inquisitori si stanno occupando di lui proprio mentre parliamo. Sono molto bravi nel loro lavoro e
presto ci dir la verit. Tamburell le dita sul tavolo e disse accigliandosi:
Almeno il suo tradimento chiarisce un certo mistero.
Quale, signore?
Come faceva il nemico a conoscere i nostri piani per invadere Vectis.
Abbiamo cercato il colpevole ovunque. Non avremmo mai sospettato di una guida che ci aveva
servito cos bene in passato. Ma ha un senso. Se Magadubno ci ha tradito per tutto questo tempo, ha
rivelato ai Durotrigi il punto esatto in cui sarebbero sbarcati gli uomini.
Figulo digrign i denti. Ecco perch cerano tutti quei bastardi ieri sulla spiaggia.
Quando Magadubno avr confessato, e credimi lo far, crocifiggeremo tutti gli esploratori.
Domani allalba.
Tutti, signore?, ripet Figulo incredulo.
Il viso di Celere si contrasse per la rabbia. Dobbiamo mandare un avvertimento a chiunque osi
tradirci. La voce del legato era calma e fredda in modo inquietante. Questa maledetta provincia.
Traditori da tutte le parti, non puoi fidarti di nessuno, neanche dei tuoi esploratori, a quanto pare.
Ma come faremo senza guide, signore?
Celere si rilass e quasi sorrise. Ne recluteremo altre tra gli abitanti del villaggio che tu hai
insistito per portare qui al campo, almeno serviranno a qualcosa. Conoscono molto bene il territorio,
dovrebbero fare un buon lavoro. Per quanto riguarda gli altri, li interrogheremo per ottenere
informazioni sul nemico. Qualsiasi tipo di spionaggio potrebbe esserci utile in questo momento, visto
che non possiamo fidarci di quanto ci  stato detto da Magadubno e dai suoi compagni.
E che ne sar di loro, signore, una volta che ce ne saremo serviti per i nostri scopi?, chiese
Figulo.
Celere alz le spalle. Li imbarcheremo e li rimanderemo sul continente perch creino un
nuovo insediamento. Non avrebbe senso tenerli qui con noi. Sorrise. A parte quelli scelti per farci da
guida, loro resteranno finch ne avremo bisogno.
Due servitori entrarono nella tenda, uno portava un vassoio dargento con sopra una brocca di
ottone e un calice dargento, laltro un piatto ricolmo di carne fredda e fichi caramellati al miele, che
appoggiarono su un tavolino di lato. Il gallo lanci uno sguardo bramoso al cibo, il suo stomaco
brontolava da quanto era vuoto. Era passato un giorno dallultimo pasto decente che aveva fatto.
Quando i servitori uscirono, Celere si alz e si vers nel calice una generosa quantit di vino. Poi alz
la coppa e brind a Figulo.
Al felice esito della missione e al ritorno dei prigionieri. Ingoi un sorso di Falerno e fece
schioccare le labbra. Ancora una volta hai dato prova di essere un soldato valoroso.  un peccato che
ne siano rimasti pochi come te nella legione, altrimenti avremmo gi conquistato Vectis. Il legato fece
una lunga pausa, giocherellando con il calice che teneva in mano. Poi sorrise e continu: Non che tu
resterai qui ancora per molto. Visto che hai talento per certi compiti, ho intenzione di affidarti una
missione speciale.
Figulo sent il battito accelerare mentre fissava il legato. Che cosa dovrei fare, signore?.
Celere pos il calice. Innanzitutto vorrei sapere una cosa, tu parli la lingua locale?
S, abbastanza bene, rispose Figulo alzando le spalle. Molti dei dialetti del posto sono simili
al gallico, signore. Capisco la maggior parte di quanto viene detto ma, posso chiedere il perch,
signore?
Il legato sorrise in modo strano. La capacit di comunicare con i nativi sarebbe molto utile in
questo caso particolare. Il che ti rende luomo ideale per questa missione.
Quale missione, signore?, chiese Figulo.
Ieri, poco prima della nostra partenza da Noviomagus, ho ricevuto una lettera da parte di uno
degli inviati dellimperatore Claudio. Un tizio di nome Numerio Scilla.  arrivato in Britannia da poco
in compagnia di un re durotrigio esiliato. Mi sembra che si chiami Trenagaso, mai sentito nominare?.
Figulo scosse la testa.
Il legato fece schioccare la lingua mentre rovistava tra le carte cercando il rotolo di papiro, che
trov sul tavolo, sepolto da pile di documenti ufficiali.
Scorse velocemente il testo. Secondo Scilla, il re Trenagaso ha vissuto in esilio per molti anni
e, in tutto questo tempo, si  fatto molti amici tra la gente che conta a Roma. Adesso sembra sia tornato
per rivendicare il suo diritto a diventare il legittimo sovrano dei Durotrigi. Il perch un uomo voglia
abbandonare i piaceri di Roma per le privazioni della Britannia  un vero mistero per me, ma tant.
Ma non esiste qualcosa come un sovrano legittimo, signore, ribatt Figulo. Di sicuro non
per i Durotrigi. Sono diversi dalle altre trib. Odiano essere sottomessi a qualcuno.  per questo motivo
che ci combattono cos duramente.
Celere sembr imbarazzato da questa scomoda verit. Sia come sia, Scilla pensa di viaggiare
verso ovest fino a Lindinis insieme a Trenagaso, con lintenzione di insediarlo come re prima della fine
dellanno. Lidea, mi sembra di capire,  quella di creare un consolato a larga maggioranza pro Roma e
di metterlo a capo dei Durotrigi, cos da poter iniziare il processo di romanizzazione di questo popolo,
per evitare la minaccia di future rivolte contro Roma. O qualcosa del genere. Mostr il documento a
Figulo.  tutto scritto qui, sebbene io non veda la ragione di provare a civilizzare questi rozzi ubriaconi.
Ma tutto questo cosha a che fare con me, signore?.
Celere si alz dalla sedia e si avvicin al tavolino spiluzzicando appena il cibo. Figulo sentiva il
suo stomaco che brontolava per la fame. Il delegato mi ha chiesto di mandare un piccolo distaccamento di uomini per accompagnarli, disse Celere
infilandosi in bocca un fico caramellato. Dati i suoi rapporti con limperatore,  importantissimo che
io mandi gli uomini migliori. Non posso certo rifilargli un gruppo di reclute alle prime armi.
Specialmente adesso che Vitellio controlla ogni mio movimento.
Vitellio, signore?, ripet Figulo.
Celere annu irritato. Il tribuno ha conoscenze molto importanti. Ogni mio movimento viene
riferito a palazzo, senza dubbio. Quindi puoi capire perch io abbia bisogno degli uomini migliori per
questa missione. Ed  qui che entri in scena tu. Con le tue origini, la tua conoscenza di queste
popolazioni e del territorio, sei luomo adatto a comandare questo distaccamento. Non credi?.
Ci fu una lunga pausa mentre Figulo cercava di metabolizzare il tutto. Celere ingoi qualche
altro fico.
Fare servizio di scorta, signore?, chiese Figulo, cercando di nascondere la delusione.
Fare servizio di scorta a un rappresentate dellimpero, precis il legato.
Sar tuttaltro che facile. Di sicuro sei a conoscenza del fatto che tutto il territorio a ovest di
Calleva pullula di fuorilegge e che i nostri porti stanno subendo ripetuti attacchi. Devi stare sempre
allerta e soprattutto proteggere il re e linviato imperiale a ogni costo. Se succeder qualcosa a uno di
loro, ricever una strigliata dallimperatore in persona. E tu sai cosa significa, vero?.
Figulo deglut. Signore?.
Celere lo guard in modo minaccioso. Mi assicurer personalmente che la tua carriera nella
Seconda legione finisca qui e ti sbatter nella miniera pi vicina come schiavo. Sono stato chiaro?
Sissignore
Bene. Celere torn a sedersi al tavolo e ricominci a frugare tra le carte.
Mi sono gi occupato di tutti i dettagli. Domattina presto vi imbarcherete su una delle galee e
farete ritorno a Noviomagus. Dal porto raggiungerete il territorio del re locale, Cogidubno. Scilla e
Trenagaso sono suoi ospiti al momento. Credo che Cogidubno possegga una grande dimora anche se
arredata in maniera modesta. Ma non per molto. Sogghign. Presto gli costruiremo un enorme e
lussuoso palazzo come ricompensa per lincrollabile lealt dimostrata a Roma.
Figulo si gratt il mento. Cosa ne sar di Ocella?
Il vostro centurione rimarr qui a Vectis. Una volta guarito dalle ferite riprender il comando
della centuria. Penso che far il finimondo quando sapr che alcuni dei suoi uomini migliori sono stati mandati a svolgere un servizio onorato
come la guardia del corpo, ma far in modo che alcune delle nuove reclute siano traferite alla Sesta.
Questo dovrebbe tenerlo buono, almeno per un po.
Figulo prov un certo disagio, non era abituato a sentire un legato parlare male di un altro
ufficiale in presenza di un subalterno. Celere mangi lultimo fico e continu.
Prenderai con te due squadre. A Noviomagus dovrete fare provviste per il viaggio, visto che
Lindinis si trova a parecchi giorni di marcia verso ovest.
Allarrivo ti presenterai al comandante delle truppe ausiliarie dei Batavi che presidiano il forte.
Domande?.
Figulo riflett per un momento poi fece cenno di no con la testa.
Bene. Ci fu una lunga pausa durante la quale Celere rimase in silenzio, tamburellando le dita
sul bordo del tavolo. Eri a conoscenza del fatto che Ocella ha chiesto di essere rimandato alla Guardia
pretoriana?.
Figulo fu colto di sorpresa. Non ne avevo idea, signore.
Celere alz le spalle. Probabilmente otterr quello che vuole. Mi hanno detto che ha molti
amici a palazzo. Senza dubbio useranno la loro influenza in suo favore. In questo caso la sua posizione
nella centuria rimarrebbe vacante. Il legato si sporse in avanti. Tu sei un soldato molto promettente. Il
tuo successo nel riportare a casa i prigionieri ne  una prova. Dimostrami che sei in grado di comandare
gli uomini con la stessa abilit e forse, quando tornerai alla Seconda legione, ci sar una promozione ad
aspettarti.
Figulo si alz di scatto. Il solo pensiero di diventare il comandante della sua centuria lo
terrorizzava. Lessere a capo del distaccamento a Vectis non aveva fugato le sue paure di non essere
adatto a fare il centurione, di essere migliore come soldato che come ufficiale. Aveva assunto il
comando, sicuro che in un giorno o due Ocella sarebbe stato di nuovo in grado di svolgere il suo
compito. Adesso gli veniva ordinato di riprendere nuovamente il comando per molte settimane, forse
per mesi. Riprese velocemente il controllo di s e annu con rispetto.
Sissignore. Far il mio dovere..
Celere si rilass sulla sedia e fece un enorme sorriso. Sono felice di sentirlo. Adesso puoi
andare Figulo. Buona fortuna.
Con un rigido saluto, Figulo si gir sui talloni e usc dalla tenda. Il sole era ormai tramontato,
restava soltanto un tenue bagliore rosa allorizzonte. La luna brillava nel cielo scuro. Alcuni soldati
stavano tagliando dei grossi pezzi di legno per la crocifissione del giorno dopo. Figulo rabbrivid e
distolse lo sguardo. Passando accanto al carro delle vettovaglie vide i soldati di guardia al recinto
doverano stati messi gli abitanti del villaggio. Un paio di attendenti stavano interrogando gli abitanti
uno a uno, mentre le guardie private del legato selezionavano gli uomini pi adatti a fare da esploratori.
Mentre camminava lungo il sentiero principale per tornare alla zona dove si trovavano le tende della
centuria, Figulo vide Rullo, Helva e Bleso seduti attorno al fuoco. Nellaria cera un delizioso profumo
di carne arrostita e i legionari, seduti in semicerchio, mangiavano avidamente il loro pasto serale.
Tieni. Ne ho tenuto un po da parte per te, disse Rullo, porgendo al gallo un barattolo di latta
pieno di salsicce fumanti mescolate a grossi pezzi di pane.
Figulo fiss il suo pasto per un attimo, lo stomaco gli faceva male per la fame. Lasciamo
Vectis.
Rullo lo guard sorpreso. Cos presto?
Domani mattina allalba. Figulo prese un tozzo di pane inzuppato e lo ingoi avidamente.
Presto, il calore del cibo nello stomaco fece migliorare anche il suo umore e, tra un boccone e laltro,
raccont i dettagli del nuovo incarico: scortare il delegato imperiale e il re esiliato nel loro viaggio
verso ovest.
Rullo contrasse le labbra. Lindinis. Riflett a voce alta, prima di scuotere la testa stanco. Ho
sentito che non  un bel posto. Uno dei miei amici era di servizio l fino a qualche mese fa. Ha detto
che i nativi causano problemi a non finire. Guide a cavallo scomparse, convogli attaccati e cos via,
signore.
Grandioso, mugugn Figulo, davvero grandioso.
I quattro uomini rimasero per un po in silenzio, a loro agio, prima che Bleso parlasse.
Be, capo, disse schiarendosi la voce, a me non frega proprio niente del delegato o di quel re
in esilio ma tu puoi contare su di me.
Anche su di me, disse Helva drizzando la schiena.
Rullo non disse niente. Figulo si volt verso di lui con un sorriso triste. E
tu che mi dici Rullo? Se vuoi puoi restare a Vectis.
A sopportare Ocella?, chiese Rullo in tono di scherno. Con il dovuto rispetto, signore, che si
fotta.
Figulo sorrise. Questo  parlare da gallo!.
I quattro uomini risero di cuore. Poi lespressione del veterano si fece seria e guardando oltre gli
uomini che stavano assemblando i crocifissi al centro del campo, disse: Per lasciate che vi dica una
cosa: non sar una missione facile, visto come vanno le cose con i Durotrigi. Si volt di nuovo verso
Figulo con una strana luce negli occhi, era preoccupato. Qualcosa mi dice che ci attende un
inverno lungo e difficile, signore.
...
.
...
FINE.